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14 Marzo 2026
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“Dio Denaro”, usura ed estorsione a Catanzaro: Daniele Masciari resta in silenzio davanti al gip

Ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia l'indagato, considerato il braccio destro di Carlo Procopi

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Si è avvalso della facoltà di non rispondere Daniele Masciari, 52 anni, di Catanzaro, detto “u bananaru”, destinatario di una misura cautelare agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Catanzaro, nome in codice “Dio Denaro”, che ha squarciato il velo su presunti strozzini e aguzzini che hanno vessato per anni imprenditori, esercenti piccole attività commerciali e un noto calciatore, in difficoltà economica, sull’orlo del baratro, con esposizioni debitorie importanti, prestando loro soldi e pretendendone la restituzione a interessi anche del 600% su base annua, ricorrendo alle minacce e facendo leva su presunti legami con ambienti criminali. 

In silenzio davanti al gip

 Masciari, indagato per usura, estorsione, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, accompagnato dall’avvocato difensore Vittorio Cosco, ha scelto il silenzio davanti al gip firmatario dell’ordinanza Chiara Esposito, in attesa di prendere visione degli atti che lo vedono coinvolto. Daniele Masciari, secondo le ipotesi accusatorie formulate dal pm Saverio Sapia, titolare del fascicolo, è il braccio destro del concessionario di auto Carlo Procopi, definito l’usuraio storico nella città di Catanzaro, destinatario di una misura cautelare in carcere, che ieri durante l’interrogatorio di garanzia ha fornito la sua versione dei fatti, ammettendo di aver concesso prestiti, ma non a titolo di usura (LEGGI). (g. p.)

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