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13 Marzo 2026
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La Lega in Calabria? Solo potere senza partito: zero sedi, zero dibattito, solo poltrone

La regione come laboratorio del vuoto politico: nessuna struttura, nessun confronto, solo fedeltà al capo. Il segretario regionale è anche presidente del Consiglio, ma perché comanda, non perché rappresenta. La partecipazione è un fastidio, il dissenso un rischio

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Anche il recente congresso nazionale della Lega svoltosi a Firenze si è concluso come tutte le assemblee elettive delle forze politiche del cosiddetto centrodestra: per acclamazione dell’unico candidato alla segreteria. Anche in questo caso, come sempre invero, con la riconferma del segretario uscente; e quindi di Matteo Salvini.

Era stato così anche per gli altri, sinanche per Forza Italia che, dopo la scomparsa del fondatore e leader indiscusso Silvio, si pensava in agitazione per non dire in decomposizione. E invece anche lì l’acclamazione del successore: il francamente non eccelso Antonio Tajani ha vinto senza avversari.

Le premesse di scontro non hanno avuto seguito

Eppure nella Lega, nei mesi e nelle settimane precedenti, si erano preannunciate differenze sostanziali, si intravedevano confronti vibranti, la leadership non sembrava solida, diverse decisioni assunte dal loro Matteo erano andate incontro a censure neanche troppo sotterranee, anche quella di candidare alle elezioni europee ovunque il generale Roberto Vannacci.

Ma nulla esiste che possa intaccare la unanimità di facciata che spesso significa solo mantenere le postazioni di potere e pianificare l’assegnazione delle nuove. O al massimo concordare le modifiche all’interno delle postazioni.

Malessere interno evidente, ma nessuno rompe

Non vi è chi, frequentando qualche esponente leghista, non abbia colto il malessere all’interno del partito, la insoddisfazione anche per la conduzione organizzativa locale, le polemiche. Tuttavia, tutto è apparentemente rientrato. Tutti in piedi ad acclamare il leader, compreso quell’ex numero due, oggi ministro degli affari economici, che si voleva titubante e a cui è stata assegnata la presidenza del congresso.

Il peso della magistratura sulle sorti politiche

Non credo sarebbe finita allo stesso modo se, ad esempio, il processo per sequestro di persona che vedeva il Matteo leghista imputato non si fosse concluso, almeno per il primo grado, con la sua assoluzione. Una condanna avrebbe rimescolato tutto, a conferma che gli unici sostanziali cambiamenti che ormai avvengono all’interno dei partiti nel nostro Paese sopraggiungono per via esterna, soprattutto per mano della magistratura.

Salvini condannato sarebbe stato acclamato ugualmente segretario? Può darsi, io non lo credo.

Il potere come unico cemento nei partiti

Ciò che unisce oggi nei partiti, pur in presenza di divisioni anche di carattere personale, è la pragmaticità, insomma il potere; ciò che ruota intorno a chi comanda, alla sua cerchia; mettersi contro sino alle estreme conseguenze vorrebbe dire, vuol dire non solo perdere tutto, essere isolato anche da chi si considerava accanto, ma doversene semplicemente andare altrove. E allora meglio rimanere subendo.

Calabria cartina di tornasole del vuoto politico

Sempre per restare al partito di Salvini (ma è evidente essere la stessa cosa, registrarsi le medesime dinamiche in tutti gli altri oggi al governo del Paese), e senza dover andare lontano ma restando in Calabria, basta soffermarsi sulle vicende politiche, di cariche nel partito e di ruoli nelle istituzioni degli ultimi anni per vedersi clamorosamente confermati.

Il partito sostanzialmente non c’è, non ha iscritti, non ha quadri intermedi effettivi, non ha più sedi, c’è chi va e chi viene, anche chi ritorna, chi è in carica fa quel che vuole alle elezioni locali, ma cosa importa?

Mica è oggi importante avere un partito organizzato che dibatte i temi della politica, coinvolge i cittadini, favorisce la partecipazione. Anzi!

Gioco delle poltrone, non delle idee

Il segretario regionale del partito Lega in Calabria è oggi il presidente del Consiglio Regionale della Calabria e per molti è il segretario regionale proprio perché è il presidente del Consiglio Regionale. Nel simpatico gioco delle parole, vi è forse la profondità dei ragionamenti. Almeno per chi ancora vuole farlo.

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