Un centrodestra che stravince con le liste ma il candidato sindaco costretto al ballottaggio. È questa l’anomalia emersa dalle elezioni comunali di Lamezia Terme, dove Mario Murone, sostenuto da sei liste, si è fermato al 44,05%, quasi 3.000 voti in meno rispetto alla somma delle sue liste (17.912 voti, pari al 52,25%). Un dato che, tradotto in termini politici, fa emergere una coalizione forte ma un candidato debole. Intanto si delinea con chiarezza la possibile composizione del nuovo Consiglio comunale, destinato ad avere una maggioranza di centrodestra, una pattuglia dem compatta e una presenza civica che peserà più del M5S.
Per conoscere il nome del sindaco bisognerà però attendere il 9 giugno, ovvero il turno di ballottaggio dove Mario Murone (centrodestra) e Doris Lo Moro (centrosinistra) si sfideranno all’ultimo voto per indossare la fascia tricolore.
Il paradosso del primo turno: coalizione forte, candidato debole
Murone, sostenuto da sei liste, si è fermato a 15.636 voti (44,05%), mentre la sua coalizione ha totalizzato 17.912 preferenze (52,25%). Uno scarto di quasi 3.000 voti che racconta più di un semplice dato: l’elettorato ha premiato le sigle, non il nome. Dall’altra parte, Doris Lo Moro, sostenuta da Pd, Azione e liste civiche, accumula voti sufficienti per accedere al ballottaggio, complicando i piani di vittoria al primo turno del centrodestra.
I numeri della vittoria (in lista)
A guidare il nuovo Consiglio saranno i partiti della coalizione Murone, che hanno incassato complessivamente il 52,38% dei voti di lista validi (su 34.280 totali). La classifica dei partiti vede in testa Fratelli d’Italia con 3.726 voti (10,87%), seguita a ruota da Noi Moderati (10,47%), Forza Italia (9,02%), Lega (8,75%), la civica Lamezia Domani (8,11%) e Calabria Azzurra (5,03%). In totale, un arsenale elettorale che garantirà alla coalizione almeno 15 consiglieri su 24, più il sindaco, salvo sorprese e verifiche successive.
Il centrodestra: ecco chi entra
In attesa dell’ufficialità, ecco i nomi più accreditati per l’ingresso in Consiglio dai partiti del centrodestra:
Fratelli d’Italia
- Alessandro Saullo
- Antonio Lorena
- Peppino Zaffina
Noi Moderati
- Michele Rosato
- Matteo Folino
- Annalisa Spinelli
Forza Italia
- Maria Grandinetti
- Carolina Caruso
Lega
- Massimo Cristiano
- Antonio Mastroianni
Calabria Azzurra
- Giancarlo Nicotera
Lamezia Domani
- Mimmo Gianturco
- Francesco Caruso
Centrosinistra: Pd prima forza d’opposizione
Sul fronte progressista, il Partito Democratico si conferma primo partito in città con 4.755 voti (13,87%), anche se la coalizione Lo Moro si ferma al 32,39%. A entrare in consiglio con ogni probabilità saranno:
Partito Democratico
- Lidia Vescio
- Fabrizio Muraca
- Gennarino Masi
Lista per Vivere Bene
- Vincenzo Cristiano
- Bernadette Serratore
Azione
- Annita Vitale
Il Movimento 5 Stelle, fermo al 3,12%, rischia seriamente di restare fuori, penalizzato anche dalla bassa affluenza nei quartieri dove storicamente pesca più voti.
Il polo civico di Bevilacqua: minoranza autorevole
La lista Gianpaolo Bevilacqua Sindaco del Popolo ha incassato un ottimo 12,14%, più del candidato Murone. A entrare tra i banchi dell’opposizione saranno:
- Gianpaolo Bevilacqua (come candidato sindaco sconfitto più votato)
- Marialucia Raso
- Isa Muraca
Le due civiche minori (L’Italia del Meridione – Lamezia nel Cuore e Movimento Indipendenza) si fermano sotto il 2% e non avranno rappresentanti in aula.
Il secondo tempo: partita tutta da giocare
Il ballottaggio tra Mario Murone e Doris Lo Moro si preannuncia tesissimo. Il centrodestra ha i numeri, ma non ha convinto in pieno. Il centrosinistra ha la struttura, ma deve crescere ancora. Il civismo di Bevilacqua può fare la differenza, se deciderà da che parte stare – o se preferirà restare spettatore critico. L’unica certezza è che Lamezia Terme non si governa a colpi di aritmetica, ma con credibilità e visione. E quella, al primo turno, l’hanno evidentemente mostrata in pochi.









