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8 Maggio 2026
8 Maggio 2026
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Fondi pubblici e animali custoditi: la Procura di Crotone mette sotto torchio canili e comuni

La Guardia di Finanza ha acquisito atti nei Comuni di Rocca di Neto, Cutro, Cirò Marina e Mesoraca e presso il canile Mister Dog. Si indaga su spese, numero di animali custoditi e condizioni igienico-sanitarie

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Proseguono le indagini della Procura della Repubblica di Crotone sul fenomeno del randagismo e sulla gestione del servizio di custodia dei cani da parte degli enti locali. Su disposizione del procuratore Domenico Guarascio, questa mattina i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Crotone hanno eseguito un ordine di esibizione documentale in quattro Comuni della provincia e presso il canile Mister Dog di Rocca di Neto.

Controlli nei Comuni e al canile

Le verifiche hanno interessato i municipi di Rocca di Neto, Cutro, Cirò Marina e Mesoraca, oltre alle sedi della società Mister Dog. L’attenzione è puntata in particolare sulla corrispondenza tra i fondi spesi dai Comuni e il numero di cani effettivamente custoditi, nonché sulle condizioni igienico-sanitarie all’interno delle strutture.

L’obiettivo della Procura è accertare eventuali irregolarità nelle convenzioni sottoscritte dai Comuni per l’affidamento del servizio, ma anche chiarire i rapporti con l’Azienda sanitaria provinciale.

Oltre 2.000 cani gestiti da Mister Dog

Attualmente Mister Dog, che ha sede legale a Rocca di Neto e strutture operative anche a Santa Severina, gestisce circa 2.000 cani, di cui poco più di 700 provenienti da sei Comuni del crotonese. Nei prossimi giorni, gli accertamenti proseguiranno con l’acquisizione di documenti nei Comuni di Cirò e Santa Severina.

Un contesto allarmante in tutta Italia

L’inchiesta della Procura di Crotone si colloca all’interno di un quadro nazionale complesso e allarmante, dove il fenomeno del randagismo continua a crescere. Nel solo 2023 si sono registrati circa 85.000 casi di abbandono di cani, mentre il numero di randagi stimati su tutto il territorio nazionale ha raggiunto quota 358.000, con un’incidenza particolarmente elevata nel Mezzogiorno e in Calabria. La situazione nelle strutture rifugio calabresi è resa ancora più critica dal sovraffollamento: in alcune realtà si contano fino a 30.000 animali ospitati, ben oltre le capacità di gestione ottimali.

Nel contesto crotonese, al fianco delle istituzioni pubbliche operano da tempo associazioni come l’ENPA e l’Oasi Rifugio Onlus, che si dedicano a campagne di sterilizzazione e promozione delle adozioni. In questo scenario, l’intervento della Guardia di Finanza punta a fare chiarezza sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sulle modalità di affidamento del servizio, con l’obiettivo di garantire condizioni più trasparenti e dignitose per gli animali custoditi.

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