Il forum per adulti Phica.eu ha improvvisamente chiuso i battenti a seguito dell’esplosione del caso di diffusione di immagini personali senza il consenso delle persone ritratte. Nonostante la sua cessata attività, i server dei principali motori di ricerca continuano a restituire centinaia di immagini e conversazioni tratte da quelle chat a sfondo sessuale. Per un paradosso della rete, proprio ora che il sito è inaccessibile, le immagini rischiano di rimanere a disposizione di un pubblico ancora più ampio.
Ci vorrà del tempo, ore o forse giorni, affinché tutte le tracce diventino invisibili, ma nel frattempo i danni alla reputazione delle persone coinvolte rischiano di amplificarsi a dismisura. Le foto di donne in discoteca, al mare, o durante momenti di vita quotidiana sono ancora lì, prese da profili social o chat private e distorte per assecondare una visione morbosa.
Catanzaro e provincia nel mirino
Le indagini sulle conversazioni rimaste in rete mostrano come anche Catanzaro e la sua provincia siano state al centro delle discussioni. Come in un telescopio che osserva un passato lontano, l’analisi delle conversazioni rimaste online permette di risalire almeno al 2008. In 17 anni, centinaia di migliaia di fotografie sono state condivise, indagate e commentate.
Le richieste degli utenti sono esplicite e inquietanti. In un post un utente chiede informazioni sull’identità di una ragazza, definendola una “grande p…. di Catanzaro/Soverato”. Un altro post, dello stesso anno, mostra come le immagini intime, condivise privatamente, siano state diffuse senza scrupoli: “Sto cercando anche io del materiale tra le varie chattate notturne”.
I thread continuano con richieste sempre più esplicite. Un utente scrive: “Se qualcuno ha video hot di qualcuna di Catanzaro, postatelo se vi va, così ne godiamo tutti”. Un post rinvenuto chiede: “Chi vuole entrare in un gruppo Telegram su ragazze di Lamezia e Catanzaro? Chi ha contenuti, mi scriva”.
Un meccanismo di violenza digitale
Come nel resto del Paese, anche a Catanzaro il fenomeno ha assunto le connotazioni di un vero e proprio meccanismo di violenza digitale. L’attività del forum ha alimentato una macchina di diffusione di materiale non consensuale, ledendo la dignità di donne le cui vite e la cui reputazione sono state compromesse da occhi che hanno volutamente distorto la realtà. Il caso Phica.eu sottolinea il grave pericolo della condivisione di immagini personali in rete e la necessità di denunciare tali crimini per tutelare le potenziali vittime.









