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4 Aprile 2026
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Bancarotta fraudolenta, la Procura di Catanzaro chiede il processo per 7 indagati. C’è anche Pittelli (NOMI)

Rischiano anche il rinvio a giudizio la moglie del penalista, un commercialista e un notaio. L'udienza preliminare il prossimo 18 settembre

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Distrazione di fondi regionali, trasferimento della titolarità di un immobile da una società in dissesto economico ad un’altra, avente come dominus sempre la stessa persona, con la complicità di un notaio e di un commercialista. Aziende costituite ad hoc per danneggiare i creditori, distruggendo o sottraendo le scritture contabili societarie, accessi abusivi al sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate per compensare illecitamente l’Iva. I sostituti procuratori della Repubblica di Catanzaro Irene Crea, Andrea Giuseppe Buzzelli, Annamaria Frustaci e Antonio De Bernardo hanno chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di sette indagati coinvolti nell’inchiesta che ruota attorno a presunte manovre societarie illecite per la costruzione, mai avvenuta, di un complesso turistico a Copanello di Stalettì.    

I nomi degli indagati

Si tratta del penalista Giancarlo Pittelli, 72 anni, di Catanzaro, del commercialista Francesco Saverio Nitti, 57 anni, residente a Bologna, dell’ ex amministratore unico della società AT Alberghiera  Turistica S.r.l dal 17 gennaio 2006 al 29 gennaio 2013 Salvatore Domenico Galati, 58 anni, residente a Monterosso Calabro; della moglie di Pittelli, Caterina Concolino, 66 anni, di Catanzaro, all’epoca dei fatti amministratore unico della società AT Alberghiera Turistica dal 14.4.2013 al 16.8.2018, dell’amministratore unico della società Sarusi Srl Rita Tirinato, 64 anni, residente a Catanzaro, di Antonio Marchio, 36 anni, residente a Soveria Simeri, all’epoca dei fatti liquidatore della società AT Alberghiera Turistica in  liquidazione dal 16 agosto 2018 e del notaio Sebastiano Panzarella, 56 anni, residente a Lamezia Terme. Tutti devono difendersi, a vario titolo, dall’accusa di bancarotta fraudolenta, il solo Marchio risponde anche di accesso abusivo al sistema informatico e telematico.

Le manovre societarie

Secondo le ipotesi di accusa l’ex parlamentare di Forza Italia, all’epoca dei fatti amministratore di fatto, nonché socio unico della AT Alberghiera Turistica Srl e della Sarusi srl in concorso con Marchio, Concolino, Tirinato, Nitti e del notaio Panzarella consapevoli dell’esistenza di un debito verso la Regione Calabria di 1.043.852,97 euro, stipulando il 29 ottobre 2018, un contratto di compravendita tra la AT Alberghiera Turistica  in liquidazione e la Sarusi srl, società costituita ad hoc, avente ad oggetto un terreno sito a Stalettì, avrebbero distratto un terreno adibito a uliveto, in località Sarusi, comprensivo di un manufatto, terreno per il quale veniva convenuto il pagamento di 650 mila euro mai corrisposto effettivamente alla AT Alberghiera e dovuto fin dall’ inizio a fini differenti. In particolare 250mila euro come quota prezzo della compravendita mai pervenuta nelle casse della società acquirente, ma utilizzata per pagare la liquidazione del socio Immar srl receduto dalla società AT Alberghiera Turistica Srl con atto antecedente del 19 luglio 2018 e versato direttamente dalla società Sarusi Srl. alla Immar e la quota di 400mila utilizzata invece per estinguere l’ipoteca sul terreno venduto, costituita anni addietro dalla società AT Alberghiera Turistica, quale terzo datore di ipoteca per un debito contratto dalla Cromar Immobiliare S.r.l, azienda medio tempore fallita e nei confronti della quale non è stata avanzata alcuna azione di regresso neppure in termini di richiesta di ammissione allo stato passivo del fallimento. 

Scritture contabili distrutte

Per la Procura di Catanzaro Pittelli amministratore di fatto e socio unico, della società  AT Alberghiera Turistica srl in concorso con Galati, Concolino e Marchio, sebbene coscienti dello stato di dissesto della società AT Alberghiera Turistica S.r.l e dell’esistenza di un debito verso la Regione Calabria di 1.043,852,97, avrebbero distratto la somma di 824.404,54 euro, credito verso la società Cromar Immobiliare S.r.l, successivamente fallita, per un finanziamento infruttifero stipulato il 21luglio 2005, non richiedendone la restituzione e non insinuandosi allo stato passivo del fallimento della società debitrice. I primi tre, secondo le ipotesi di accusa, avrebbero sottratto o distrutto i libri e le altre scritture contabili rendendo impossibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari ai danni dei creditori.

Gli accessi abusivi al sistema informatico dell’Agenzia delle entrate

Marchio, liquidatore della società AT Alberghiera Turistica,  sempre secondo le ipotesi accusatorie, per cinque volte avrebbe utilizzato abusivamente le credenziali di accesso della Sarusi per entrare nel sistema telematico dell’Agenzia delle Entrate: il 5 luglio 2021 presentando in modalità telematica un modello di rimborso o utilizzo in compensazione del credito Iva relativo al II semestre 2021 con cui veniva chiesto di utilizzare un credito pari a 115mila euro. Il giorno dopo  avrebbe comunicato l’estinzione della AT Alberghiera Turistica in liquidazione a seguito di fusione per incorporazione nella Sarusi. Il 13 luglio avrebbe trasmesso la cessione del credito Iva relativo al secondo semestre 2021 dalla Sarusi alla At Alberghiera, il 23 avrebbe presentato il modello F24 di compensazione del debito IVA della AT Alberghiera Turistica in liquidazione con il corrispondente credito IVA della Sarusi Sl, l’8 ottobre 2021, una dichiarazione IVA sostitutiva di quella presentata realmente dalla Sarusi. Per la Procura, Marchio, mediante una complessa operazione avrebbe fatto risultare falsamente l’avvenuta fusione tra le due società, portando illecitamente in compensazione il debito Iva della prima di 76.707,66 euro con il corrispondente credito Iva non spettante della Sarusi. 

 L’udienza preliminare

Il gup del Tribunale di Catanzaro ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo 18 settembre e nel contraddittorio tra accusa e difesa (rappresentata dagli avvocati Astolfo Di Amato, Guido Contestabile, Giuseppe Fonte, Francesco Gambardella, Carlo Petitto, Sebastiano Saitta, Massimiliano Leanza e Mario Murone) deciderà se accogliere o meno la richiesta della Procura di mandare a processo i sette imputati. 

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