Il nuovo Consiglio dell’Ordine dei Geologi della Calabria si è ufficialmente insediato, pronto a guidare l’ente per il quadriennio 2025-2029. L’elezione, tenutasi lo scorso luglio, ha visto una partecipazione “straordinaria” da parte della categoria professionale, con l’82% degli aventi diritto che ha preso parte al voto. Un segnale forte che conferma l’interesse e il senso di appartenenza della comunità geologica calabrese.
Nel corso della seduta di insediamento, i consiglieri eletti hanno proceduto all’unanimità all’attribuzione delle cariche istituzionali: presidente: Giovanni Andiloro, vicepresidente: Giovanna Chiodo, segretario: Anna Altomare, tesoriere: Giuliana Teti. Durante la cerimonia di passaggio di consegne, sono stati ricordati gli ex presidenti dell’Ordine, tra cui il compianto Paolo Cappadona, scomparso prematuramente.
Un futuro di responsabilità e crescita
“Siamo consapevoli della responsabilità che ci attende”, ha dichiarato il neo-presidente Giovanni Andiloro. “Ci impegneremo con determinazione e spirito di servizio per proseguire nel sentiero tracciato da chi ci ha preceduti, promuovendo iniziative che favoriscano la crescita della nostra categoria”.
Il nuovo Consiglio ha ribadito con forza il ruolo strategico dei geologi in una regione complessa e fragile come la Calabria. Le peculiarità del territorio – dalla morfologia alla sismicità, dal rischio idrogeologico alla gestione delle risorse idriche – richiedono una visione moderna e competente dello sviluppo. La professione del geologo, oggi, è considerata fondamentale per garantire resilienza e sicurezza ambientale.
Le priorità del nuovo Consiglio
Il Consiglio ha individuato una serie di interventi normativi e regolamentari urgenti per colmare le lacune della governance territoriale calabrese. Tra i punti principali del programma: l’approvazione di una legge organica sulla Difesa del Suolo, l’istituzione del Servizio Geologico Regionale e dei Presidi Territoriali Idrogeologici Permanenti, ‘aggiornamento del Piano di Tutela delle Acque e del Piano Regionale di Bonifica dei Siti Contaminati, l’adozione di un Regolamento per le Concessioni di derivazioni idriche, la redazione del Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE).
Il Consiglio ha sottolineato anche la necessità che tutti i Comuni calabresi si dotino di Piani di Emergenza Comunaleaggiornati e che si proceda con l’adeguamento degli strumenti urbanistici obsoleti. Tra le priorità operative immediate figurano: un confronto con la Regione Calabria sul Progetto di Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto e la Mitigazione del Rischio Alluvioni, nuove interlocuzioni sul progetto del Ponte sullo Stretto per approfondire le implicazioni geologiche dell’opera, e una collaborazione più intensa con l’Università.
Andiloro ha concluso la sua dichiarazione sottolineando che “la bellezza della Calabria non basta più” e che serve “una vera e propria strategia politica e culturale per costruire una Regione capace di affrontare le sfide del presente, tutelando il proprio territorio con competenza e lungimiranza”.







