“La Curva Sud molla?” È la domanda che serpeggia tra i tifosi dopo l’ultimo comunicato del tifo organizzato rossoblù, diffuso nelle ultime ore, con cui il gruppo chiarisce la propria posizione dopo le vicende legate alla cessione del Cosenza Calcio. “Siamo ancora convinti che l’attuale presidente Eugenio Guarascio debba passare la mano – scrivono gli ultras – ma ci teniamo a precisare che, da ultrà, non ci interessa minimamente l’aspetto relativo alle trattative ed agli iter finanziari riguardanti la cessione della società”.
“Nessuno strumentalizzi la contestazione”
Il comunicato prende di mira anche “il circo mediatico” che si è creato intorno alle vicende societarie e avverte: “Non permetteremo a nessun imprenditore o cordata di strumentalizzare la nostra contestazione. Proviamo disgusto per il clamore che si genera attorno a questi eventi”. Una presa di posizione netta, che mira a dissociare la protesta della Curva da eventuali interessi economici o politici legati alla vendita del club.
Tifosi pronti a tornare a sostenere la squadra
La Curva Sud lascia però aperta una porta alla squadra e al cambiamento: “Se l’attuale società continuerà ad agire in modo scellerato e disastroso sarà ancora duramente contestata. Se, viceversa, si avvertirà un cambiamento torneremo ad incitare, anche nelle partite casalinghe, la nostra squadra con la passione di sempre”. Un messaggio che, di fatto, conferma la linea dura nei confronti di Guarascio ma ribadisce l’amore incondizionato per i colori rossoblù: “Mai per nessuna dirigenza, sempre e solo per il nostro amato Cosenza”.
Come interpretare il comunicato?
Resta ora da capire se questo segnale della Curva Sud rappresenti un allentamento della protesta o semplicemente una pausa di riflessione in un clima reso incandescente dalle tensioni societarie e l’ambiente. Da un lato, la presa di distanza dalle trattative e dalle dinamiche economiche sembra voler riportare il tifo “sui binari del campo”, ribadendo la centralità della maglia e non dei nomi. Dall’altro, non sfugge che la comunicazione arrivi in un momento particolare, tra prestazioni convincenti del club e la totale instabilità societaria.
La domanda, allora, resta aperta: è la pressione esterna a spingere verso un cambio di tono, o è il campo – con i suoi risultati – a parlare per primo?






