La partita per la guida della Regione Calabria si chiude con un risultato netto: Roberto Occhiuto è stato riconfermato presidente con 453.926 voti, pari al 57,26 %. Il suo principale sfidante, Pasquale Tridico, si ferma a 330.813 voti e al 41,73 %, mentre il terzo candidato, Francesco Toscano, ottiene appena 7.992 preferenze, l’1,01 % del totale. L’affluenza si è attestata al 43,14 %, leggermente inferiore rispetto alla tornata del 2021, segno di una partecipazione ancora tiepida nonostante la posta in gioco.
Il trionfo del centrodestra: Forza Italia doppia gli alleati
Il dato politico più evidente è la consacrazione del blocco di centrodestra, che ottiene complessivamente il 57,26 % dei consensi e conquista 21 seggi su 30. Un risultato che conferma la leadership di Roberto Occhiuto e di Forza Italia, capace di imporsi come il vero perno della coalizione.
Il partito azzurro guida la classifica con 136.501 voti, pari al 17,98 %, quasi il doppio dei consensi ottenuti da Fratelli d’Italia (11,64 %) e ben al di sopra della Lega (9,40 %).
Ottima anche la performance della lista Occhiuto Presidente, che raggiunge 94.030 voti e il 12,39 %, diventando la seconda forza della coalizione e confermando la popolarità personale del governatore.
Tra le forze minori, Noi Moderati ottiene un lusinghiero 4,03 % con 30.613 voti, conquistando due seggi. Restano invece sotto la soglia la Democrazia Cristiana-UDC (1,28 %), Forza Azzurri (1,04 %) e Sud Chiama Nord – Partito Animalista, che si ferma a uno 0,2 % simbolico.
Il risultato complessivo assegna quindi 21 seggi al centrodestra (20 alle liste e uno al presidente eletto), con un equilibrio interno che consacra Forza Italia come motore del governo regionale, seguita da Occhiuto Presidente e Fratelli d’Italia, mentre la Lega mantiene un ruolo solido ma più marginale.
Centrosinistra: il Pd regge, il M5S scende sotto il 7 %
Sul fronte opposto, la coalizione guidata da Pasquale Tridico si ferma a poco più del 41 %, ottenendo complessivamente 9 seggi (8 di lista più uno derivante dal correttivo maggioritario). Nonostante l’ex presidente dell’INPS abbia catalizzato una parte del voto progressista, il risultato segna una sconfitta netta per il centrosinistra, che non è riuscito a costruire un’alternativa credibile alla continuità di Occhiuto.
Il Partito Democratico resta la principale forza del campo largo, con 103.119 voti e il 13,59 %, e ottiene quattro seggi. Segue la lista Tridico Presidente, con 57.813 voti e il 7,62 %, che elegge due consiglieri; il Movimento 5 Stelle 2050 si ferma al 6,43 %, ottenendo un solo seggio.
I Democratici Progressisti raccolgono 39.727 voti (5,23 %) e conquistano un posto in Consiglio, mentre Casa Riformista – Italia Viva si attesta al 4,42 %, centrando anch’essa un seggio. Fuori invece Alleanza Verdi e Sinistra, che con 29.251 voti e il 3,85 % resta senza rappresentanza. Nel complesso, il centrosinistra mantiene una presenza significativa ma non competitiva, affidandosi al radicamento territoriale del PD e alla visibilità personale di Tridico, che non è bastata per invertire la rotta.
La fotografia: Calabria azzurra, opposizione debole, Occhiuto più forte che mai
Il verdetto delle urne consegna una Calabria ampiamente azzurra, dove il centrodestra consolida il controllo del Consiglio regionale e Forza Italia riafferma la sua centralità politica. Fratelli d’Italia non sfonda, Lega centra l’obiettivo della vigilia resta la marginalità del M5S. Tutto ciò racconta una regione in cui il voto d’opinione è stato sostituito dal voto di governo. Il Partito Democratico resta l’unico vero argine dell’opposizione, grazie a volti come Alecci che va a rappresentare la nuova generazione sulla quale puntare. Il secondo mandato di Roberto Occhiuto inizia con un consenso personale ampio e un Consiglio regionale a trazione forzista. Ma la sfida – come sempre in Calabria – sarà quella di trasformare i numeri in governo e i voti in risultati concreti.








