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5 Aprile 2026
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Telecontact, allarme lavoro a Catanzaro: “TIM scarica 400 dipendenti, serve un tavolo urgente”

Il consigliere regionale Enzo Bruno chiede al presidente Occhiuto di attivarsi con il Ministero delle Imprese: “Una manovra contabile che danneggia il territorio”

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“La decisione del Gruppo TIM di avviare la procedura per la cessione del ramo d’azienda Telecontact Center è una scelta miope e pericolosa, che mette a rischio la stabilità di circa 1.600 lavoratori in tutta Italia, di cui 400 nella sede di Catanzaro“.
Lo afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, del gruppo Tridico Presidente, commentando la notifica inviata alle organizzazioni sindacali e la crescente preoccupazione tra i dipendenti.

“Un’operazione che cambia la natura del lavoro”

Bruno spiega che il progetto prevede il conferimento dell’intero ramo d’azienda Telecontact a una nuova società, DNA srl, controllata da Gruppo Distribuzione, la quale gestirà attività di call center in appalto per diverse imprese, tra cui la stessa TIM.

“Non siamo di fronte a licenziamenti immediati – chiarisce – perché la legge impone la continuità occupazionale, ma il trasferimento dei lavoratori fuori dal gruppo TIM significa perdere un presidio industriale importante. È un’operazione che apre una stagione di incertezza e mette a rischio le garanzie conquistate in anni di lavoro”.

“Una manovra solo contabile, che pesa sul piano sociale”

Il consigliere denuncia una logica puramente finanziaria dietro la decisione: “I lavoratori continueranno a svolgere le stesse mansioni di oggi, solo sotto un’altra ragione sociale. Per TIM significa trasformare un costo del personale in un costo per servizi esterni: un risparmio minimo per un colosso che fattura miliardi, ma devastante per le persone e i territori coinvolti“.

“La Regione non resti in silenzio”

Bruno sollecita l’intervento del presidente della Regione Calabria: “Roberto Occhiuto non può restare in silenzio. Lo invito a interloquire con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per garantire il mantenimento delle condizioni occupazionali e contrattuali. Serve un tavolo istituzionale con Regione, sindacati e azienda, per evitare che una manovra societaria produca un disastro sociale”.

“Telecontact è un patrimonio di competenze, non un costo”

Il consigliere conclude ribadendo il valore del centro catanzarese:”Telecontact non è un costo da tagliare, ma un patrimonio di professionalità e competenze costruito in venticinque anni di attività. È un presidio contro la disoccupazione e lo spopolamento. Le istituzioni devono schierarsi dalla parte dei lavoratori, non dei bilanci societari”.

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