Stabilito l’ordine cronologico – prima la convocazione del nuovo Consiglio, poi il varo dell’esecutivo – si va delineando l’assetto del prossimo governo regionale, secondo un equilibrio variabile, certo, ma non imprevedibile.
Le carte di Forza Italia
Per gli azzurri due le postazioni, più la presidenza del Consiglio: Gianluca Gallo, Rosaria Succurro (ancora in vantaggio nel derby con Pasqualina Straface) e la rivelazione Cirillo, in rappresentanza dell’area cannizzariana.
In Forza Italia c’è tuttavia bisogno di pompieri, perché non si contano le scintille tra sodali diventati improvvisamente concorrenti per un posto al sole.
Cose che succedono quando i partiti stravincono.
Ci vorrà un grande sforzo di mediazione per ricomporre l’armonia.
La partita nella Lega
Si fa intrigante, invece, il discorso sulla delegazione leghista in giunta: il Carroccio avrebbe trovato un’intesa su due assessori, malgrado la scarna rappresentanza consiliare. Uno è il riconfermato Mattiani, ma il secondo non è detto che sarà un eletto: potrebbe essere una donna.
L’ipotesi non è bizzarra: c’è una pax da costruire nell’area centrale della Calabria, dove il partito appare ancora diviso dopo il match elettorale fino all’ultima preferenza che ha opposto Pietro Raso e Giampaolo Bevilacqua. Nessuno dei due è stato eletto il 6 ottobre, ma Bevilacqua l’ha spuntata come secondo dopo Mancuso, sia pure per poche decine di voti. Tale ordine d’arrivo modifica la geografia del potere leghista lametino e avrebbe conseguenze squassanti se l’ex candidato a sindaco diventasse consigliere.
Il nodo lametino: due Leghe?
Come conciliare, allora, il diritto conquistato a suon di voti da Filippo Mancuso di recitare anche in questa legislatura un ruolo da protagonista, con l’esigenza di preservare la serenità interna? Ce lo diranno presto Matteo Salvini e Claudio Durigon, rispettivamente leader e proconsole per la Calabria del Carroccio.
Un dato è certo: Giampaolo Bevilacqua è nel partito e ci vuole rimanere; Pietro Raso resta pure, forte di due elezioni consecutive e di una militanza importante.
Va quindi trovato un accordo tra le due componenti, altrimenti Lamezia avrà due Leghe.
Fratelli d’Italia chiede di contare di più
Apparentemente invece più definita la situazione in Fratelli d’Italia, dove la negoziazione riguarda ormai solo le deleghe, non più gli uomini di governo, che — a meno di impazzimenti generali — saranno Giovanni Calabrese e Antonio Montuoro, con quest’ultimo fortemente lanciato verso la vicepresidenza qualora lo scranno più importante del Consiglio andasse al forzista reggino Cirillo. FdI questa volta reclama ambiti di peso, non “inconsistenti” come quelli dell’altra volta. Nel mirino ci sono Turismo e Attività produttive, con il primo basato su un dipartimento più forte rispetto all’attuale. Saranno accontentati?
Noi Moderati difende la sua casella
A Noi Moderati nessuno toglierà un assessore (crescono le quotazioni di Torromino). Il partito di Lupi e Galati non si farà coglioneggiare come Azione nella scorsa legislatura, quando — a fronte di due consiglieri a Palazzo Campanella — non ottenne neanche le briciole di governo. È sicuro che il rappresentante in giunta sarà un esterno: non si esclude una donna, se non l’indicherà prima la Lega.









