Era la notte di Capodanno tra il 2023 e il 2024 quando, durante una festa in Valle Cervo, un colpo di pistola partì improvvisamente, ferendo lievemente una persona alla gamba. A impugnare l’arma — una piccola pistola da collezione, una “mini revolver” — era stato Emanuele Pozzolo, allora deputato di Fratelli d’Italia. L’episodio, avvenuto in un contesto privato, generò immediatamente polemiche politiche e un’inchiesta giudiziaria.
La sentenza del tribunale di Biella
Dopo mesi di indagini e udienze, il tribunale ha condannato Pozzolo a un anno e tre mesi di reclusione, con pena sospesa, per il reato di porto abusivo di arma da fuoco. Il giudice ha ritenuto che il parlamentare avesse violato la legge portando con sé la pistola fuori dall’abitazione, senza il titolo autorizzativo necessario, anche se l’arma era regolarmente detenuta come pezzo da collezione.
Assoluzione per gli altri capi d’accusa
Pozzolo è stato invece assolto per il presunto possesso di munizioni vietate e non dovrà rispondere di lesioni, accusa già caduta dopo la remissione della querela da parte del ferito. Il tribunale ha così limitato la condanna al solo porto illegale, accogliendo parzialmente la linea difensiva secondo cui non ci sarebbe stato alcun intento doloso nello sparo.
Le parole della difesa
L’avvocato del deputato ha annunciato ricorso in appello, definendo la decisione “ingiusta ma attesa“, e ribadendo che Pozzolo non aveva mai avuto intenzione di usare l’arma. “È stato un errore, non un gesto criminale“, ha spiegato, sottolineando che la mini-pistola “era inoffensiva e priva di reale potenza di fuoco”.








