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10 Marzo 2026
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Salvini dal comizio di Bari sui migranti di fede musulmana: “Fuori se non rispettano l’Italia”

Il leader della Lega attacca la mancata integrazione culturale dei migranti musulmani, invocando la “remigrazione”. Meloni difende la Manovra del Governo

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Durante un comizio elettorale a Bari a sostegno del candidato del centrodestra Luigi Lobuono, Matteo Salvini ha adottato toni duri nei confronti dei migranti, concentrandosi in particolare su chi professa la religione musulmana. Il leader della Lega ha espresso preoccupazioni sul rispetto delle tradizioni locali e della Costituzione italiana, richiamando concetti tipici della retorica dell’estrema destra europea.

Sullo stesso palco, Giorgia Meloni ha invece rivolto l’attenzione alle politiche di governo, difendendo la legge di bilancio, gli investimenti nella sanità e rispondendo alle critiche sull’operato della maggioranza.

Le posizioni di Salvini sui migranti

Secondo Salvini, il nodo centrale non è la religione, ma il rispetto della cultura italiana, dei simboli e dei valori nazionali. Chi non intende conformarsi dovrebbe tornare nel proprio Paese, ha affermato il leader della Lega.

Salvini ha inoltre introdotto il concetto di “remigrazione”, riferendosi al rimpatrio anche di chi non si integra pienamente nella società italiana. Ha ribadito che accoglienza e rispetto devono essere reciproci, citando tradizioni come il presepe e il crocefisso come esempi di valori da difendere.

Meloni risponde: Manovra, sanità e opposizione

Giorgia Meloni ha difeso la Manovra 2026, respingendo le accuse di favorire i più ricchi e sottolineando gli investimenti del governo nella sanità. La premier ha evidenziato l’aumento delle prestazioni erogate ai cittadini e ha criticato le critiche dei sindacati, difendendo le scelte del governo riguardo ai diritti dei lavoratori.

Meloni ha inoltre denunciato quella che ha definito una “supponenza” culturale della sinistra, ribadendo che il giudizio finale spetta agli elettori.

Il referendum sulla giustizia

Sul fronte giustizia, la presidente del Consiglio ha sottolineato la necessità di rendere la magistratura più libera e indipendente dai partiti politici. Ha difeso il referendum come strumento per sottrarre le nomine al CSM a logiche politiche, criticando al contempo le interpretazioni della sinistra come superficiali e distorte.

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