Non aveva bisogno di alcun soccorso esterno, eppure il neo presidente del consiglio regionale, Cirillo, conquista due voti della minoranza, per un totale di 23 su 31.
Se il buon giorno si vede dal mattino, c’è da stare poco tranquilli.
Regali come quelli fatti ieri dai due franchi tiratori del centrosinistra (a proposito, qualche nome circola insistentemente) sono un pessimo modo per esordire e confermano quanto sia giustamente diffuso il timore che ci si trovi innanzi all’ennesima opposizione versione Bonomelli, alla camomilla.
Il “gentile” aiutino
È vero, siamo solo alla prima seduta, “non bisogna fare drammi”, ma la logica dell’ aiutino dato in una elezione qualificante come quella del capo dell’aula consiliare, quantunque non richiesto, per nulla necessario, fa davvero tanta impressione.
Essa emana il lezzo di una disponibilità tanto servile quanto irrefrenabile che caratterizza certuni.
I quali, lungi dal contentarsi di strizzare l’occhiolino alla debordante maggioranza, trovano irrinunciabile l’ostentazione dell’inciucio attraverso il voto dato all’avversario con annesso sputtanamento — per giunta alla prima seduta — dell’opposizione.
La giustificazione “commovente”
C’è chi da bordo campo giustifica i franchi tiratori dicendo che, in fondo, aver dato fiducia a Cirillo sia stato un bel gesto, data la giovanissima età di questi.
Commoventi, non c’è che dire, lasciateci asciugare la lacrimuccia.
Chissà come li si giustificherà quando voteranno a favore della legge di bilancio o quando terranno le braghe del numero legale alla maggioranza.
Un consiglio ai veri oppositori
Diamo un consiglio spassionato a Tridico, ad Alecci, a Falcomatà e a quanti siano convinti (non tutti i consiglieri purtroppo) che la maggioranza di domani si costruisca dai banchi dell’opposizione dell’oggi: isolate subito i “coturni”, dal nome di quel particolare sandalo, il coturno appunto, che si poteva calzare indifferentemente col piede destro e sinistro.
Si invitino ora le gentil signore e i gentil signori che professano il voto free lance ad accomodarsi nel gruppo misto “libro cuore”, che di loro non v’è necessità.
I coturni vanno accompagnati adesso all’uscio dell’opposizione vera, non dopo che han fatto danni a morire.
Meglio pochi ma veri
Perché ne basta uno o una che voti “costruttivamente” per inquinare la credibilità di tutti.
In una situazione politica come quella attuale, in cui è prioritario ricostruire la serietà delle forze democratiche, conviene più essere in quattro gatti, purché davvero motivati contro un presidenzialismo senza contrappesi, anziché in gruppi larghi con dentro oppositori fake.









