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4 Marzo 2026
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L’Istat lancia l’allarme: nuovo boom dei prezzi alimentari in Italia. Impennata del 25% dal 2021

In cinque anni i rincari sui beni essenziali hanno superato di quasi otto punti percentuali il tasso d'inflazione generale, spinti dallo "shock" energetico tra il 2022 e il 2023.

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L’Istat ha diffuso un dato dirompente sulla dinamica inflazionistica del Paese, confermando un’impennata eccezionale dei costi sui beni essenziali. L’Istituto di Statistica, nella sua nota sull’andamento dell’economia di novembre 2025, rende noto che nell’arco di cinque anni – precisamente da ottobre 2021 a ottobre 2025 – i prezzi degli alimentari in Italia hanno subito un aumento cumulato di quasi il 25%. Tale incremento è da ricondurre soprattutto al forte “shock” sui listini energetici che ha caratterizzato il biennio 2022-2023.

Il divario con l’inflazione generale

Il dato sui generi alimentari è particolarmente allarmante se confrontato con l’indice generale dei prezzi. L’Istat precisa infatti che l’incremento del 24,9% registrato dai beni alimentari è superiore di quasi otto punti percentuali rispetto a quanto evidenziato nello stesso periodo dall’indice generale dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA), che si è fermato al +17,3%.

Le cause: l’impatto dello shock energetico

Secondo l’Istituto, la spinta principale dietro questo boom inflazionistico nel settore alimentare è stata la forte e rapida escalation dei costi dell’energia. Tale “shock” sui listini energetici, concentrato tra il 2022 e il 2023, ha avuto un effetto a catena sui costi di produzione, trasporto e trasformazione, che si è poi riversato in misura amplificata sui prezzi finali al consumo. Questo divario evidenzia la pressione costante che l’aumento del costo della vita esercita in particolare sui bilanci delle famiglie per l’acquisto di beni di prima necessità.

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