Un imprenditore edile minacciato da una dirigente scolastica a rinunciare ai suoi crediti per lavori effettuati alla stessa dirigente e a suo figlio, pena la non attribuzione alla sua impresa in futuro di alcun lavoro nell’Istituto da lei diretto e di altri plessi guidati dai suoi colleghi. Curricula mendaci per l’assunzione di educatori professionali all’interno dell’Istituto scolastico, viaggi di piacere mascherati in trasferte formative, assenze ingiustificate dal lavoro anche se regolarmente retribuite e all’occorrenza certificati medici falsi. L’inchiesta della Procura di Crotone diretta dal procuratore capo Domenico Guarascio, svela l’allegra gestione dell’allora preside di un istituto scolastico pitagorico Ida Sisca, destinataria di una misura cautelare agli arresti domiciliari insieme al titolare di un centro specializzato in corsi di formazione scolastica Ernesto Calabretta (LEGGI).
Gli altri indagati
Un’inchiesta che coinvolge altri 21 indagati, tra imprenditori, docenti e professionisti. Si tratta di Vittorio Bitonti, 53 anni di Scandale; Rosanna Basso, 63 anni di Crotone; Vincenzo Luigi Maria Basile, 74 anni di Cropani; Elisabetta Pace, 56 anni di Crotone; Francesca Arcuri, 52 anni residente a Rocca di Neto; Daniela Maria De Fazio, 52 anni residente a Simeri Crichi; Gianfranco De Martino, 53 anni di Crotone; Ornella Pegoraro, 64 anni di Crotone; Maria Luigia Cusato, 37 anni di Crotone; Gaetano Cusato, 74 anni di Crotone; Lucia Rita Musco, 64 anni di Crotone; Stefania Pizzuto, 50 anni residente a Crotone; Domenico Andrea Ciurleo, 30 anni di Crotone; Giovanni Carbone, detto Gianni, 64 anni residente a Palmi; Giovanni Fabiano, 54 anni residente a Rocca di Neto; Marica Fiorentino, 30 anni residente a Rocca di Neto; Stefania Fragale, 44 anni residente a Rocca di Neto; Marta Lucente 30 anni di Crotone; Bruno Mercurio, 31 anni di Crotone; Marzia Grillo, 46 anni di San Calogero e Carlo Infanti, 59 anni residente a Boltiere (BG).
La precisazione e il singolare caso di omonimia
Si specifica così come fatto rilevare dall’avvocato Carmine Borelli che il Domenico Andrea Ciurleo di 30 anni di Crotone inserito nell’elenco degli indagati nulla ha a che vedere con l’omonimo Domenico Andrea Ciurleo, residente a Botricello, titolare dell’omonima azienda agroturistica nonché amministratore del villaggio Carioca di Botricello. Quest’ultimo è completamente estraneo all’inchiesta. Si tratta quindi di un clamoroso e singolare caso di omonimia.
Le accuse
Le ipotesi di accusa contestate a vario titolo agli indagati vanno dalla concussione, alla corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, alla falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, alla truffa, al peculato, alla rivelazione e utilizzazione dei segreti di ufficio. E ancora favoreggiamento reale e personale e frode processuale.
La trama corruttiva
L’indagine, è scattata in seguito alla denuncia sporta da un imprenditore edile nei confronti di Sisca, riferendo le presunte vessazioni e le intimidazioni subite, dichiarazioni riscontrate dalle testimonianze di persone chiamate a sommarie informazioni che hanno aperto nuovi scenari, facendo emergere un modus operandi della dirigente e dei suoi complici tutt’altro che lecito. Le captazioni inizialmente circoscritte al mondo dell’istruzione pitagorica, si sono ampliate, disvelando una più ampia trama corruttiva capace di alterare, attraverso attività di programmazione e di pianificazione svoltesi interamente a Crotone, concorsi indetti dalla Link Campus University, università non statale riconosciuta, con sede a Roma.
L’imprenditore minacciato
Secondo la ricostruzione dei fatti un imprenditore, titolare dell’omonima impresa individuale, avrebbe svolto nell’istituto scolastico diretto da Sisca almeno 3 lavori edili del valore rispettivamente 4.908,82 euro oltre Iva, di 7.423,61 euro più Iva e di 26.048,36 più Iva. In seguito ad un’interlocuzione con la dirigente scolastica, l’imprenditore avrebbe concluso con il figlio della donna, un contratto di appalto per alcuni lavori edilizi da realizzare a casa per un valore iniziale pari ad € 15.500. Verso la fine del mese di gennaio 2021, sarebbero sorte delle incomprensioni tra le parti in ordine alle spettanze dovute all’imprenditore e a suo dire la committenza non aveva intenzione di pagare una fattura di acconto pari a 4mila euro ad esito dell’iniziale pagamento di due sole tranches di 5.166,67 cadauna, a fronte, di alcune varianti del progetto medio tempore convenute tra le parti per un ulteriore valore totale di 12.505,76 euro più Iva.
La dirigente in qualità di pubblico ufficiale, secondo le ipotesi accusatorie, durante un confronto con l’imprenditore, abusando dei poteri e della qualità di dirigente scolastico, lo avrebbe costretto a rinunciare ai suoi crediti verso il figlio per i lavori eseguiti, minacciandolo di non attribuire più alla sua impresa in futuro alcun appalto da parte dell’istituto da lei diretto, nonché da parte di altri istituti scolastici diretti dai suoi colleghi. E inoltre lo avrebbe avvertito di formulare contestazioni arbitrarie a carico della sua impresa per i avori già svolti nella scuola, qualora l’imprenditore non avesse abdicato a tutti i crediti vantati nei confronti suoi e del figlio. Evento non verificatosi per via del rifiuto dell’imprenditore che ha sporto denuncia.









