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17 Marzo 2026
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Adolescenti e intelligenza artificiale: l’Italia che cresce chiedendo aiuto alle macchine

Dalla solitudine ai compiti scolastici: i dati dell’Atlante dell’Infanzia di Save The Children raccontano una generazione connessa, fragile e poco attratta dalla cultura

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Quasi un ragazzo su due in Italia – il 41,8% – ha cercato sostegno emotivo rivolgendosi all’Intelligenza Artificiale quando si è sentito triste, solo o ansioso. E più del 42% l’ha utilizzata per ottenere consigli su decisioni importanti, affidando quindi a chatbot e assistenti digitali un ruolo che un tempo apparteneva ad amici, genitori o insegnanti.

Secondo l’Atlante dell’Infanzia (a rischio) di Save The Children, la diffusione di questi strumenti è ormai capillare: oltre il 92% degli adolescenti tra i 15 e i 19 anni utilizza l’IA, mentre tra gli adulti la percentuale scende al 46,7%.

Una generazione iperconnessa ma meno attiva

A fronte di una presenza massiccia nel digitale, molti giovani si allontanano da attività culturali e fisiche: solo la metà ha visitato musei o mostre nell’ultimo anno, con dati ancora più bassi nel Mezzogiorno, e quasi uno su cinque non pratica alcun tipo di attività fisica.

Sul fronte della lettura, oltre il 46% non apre un libro durante l’anno. Preoccupante anche la salute mentale: il 9% racconta di essersi isolato volontariamente per difficoltà psicologiche, mentre il 12% ha fatto uso di psicofarmaci senza prescrizione.

Quanto e come viene usata l’intelligenza artificiale

L’uso dell’IA tra gli adolescenti è quotidiano: il 30,9% la utilizza tutti i giorni, il 43,3% qualche volta a settimana, mentre appena il 7,5% non la usa mai.

Il divario con gli adulti è evidente: oltre il 53% non si affida mai a questi strumenti, solo l’8,2% li usa tutti i giorni e il 16,9% qualche volta a settimana.

I chatbot come ChatGPT, Claude e Dixit dominano le preferenze dei giovani con un 68,3% di utilizzo, seguiti dagli strumenti di traduzione automatica (42,5%) e dagli assistenti vocali (33,3%). Circa il 9,3% utilizza chatbot “relazionali”, come Character AI o Anima, pensati per simulare vere e proprie interazioni sociali.

Compiti, informazioni e… compagnia: perché gli adolescenti usano l’IA

Quasi la metà degli intervistati, il 49,1%, considera l’IA fondamentale, mentre il 47,1% ritiene che un uso più frequente migliorerebbe la propria vita personale.

Le ragioni principali dell’utilizzo riguardano la ricerca di informazioni (35,7%) e l’aiuto nello studio (35,2%). Seguono le traduzioni (19,8%), la scrittura di testi (18,7%), l’uso ludico (21,4%) e i consigli pratici per la vita quotidiana (15%).

Non manca una dimensione emotiva: il 7,1% la impiega per migliorare il proprio benessere e il 4,2% per trovare compagnia, confermando quanto l’IA sia percepita come uno spazio sicuro e sempre disponibile.

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