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13 Marzo 2026
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Operaio morto dopo essere precipitato dal solaio, il Tribunale di Crotone condanna il committente dei lavori

Il Tribunale monocratico di Crotone ha inflitto una pena ad un anno e quattro mesi. Prosciolta per decesso la coimputata; risarcimenti rinviati al giudice civile

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Una condanna e un proscioglimento: si è chiuso con questo verdetto il processo per la morte di Giuseppe Macrì, l’operaio precipitato nel 2019 da un solaio a Strongoli Marina mentre stava riparando un’antenna televisiva. Il giudice del Tribunale monocratico di Crotone Giuseppe Collazzo, in composizione monocratica, ha dichiarato non doversi procedere nei confronti di una dei due committenti, poiché deceduta nelle more del procedimento. È stato invece riconosciuto colpevole l’altro imputato, Fabiano Magno, condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione, pena sospesa, per omicidio colposo aggravato e violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro. Una pena molto più bassa rispetto ai 4 anni richiesti dal pubblico ministero.

Il contesto dell’incidente

Secondo l’impianto accusatorio, Brescia e Magno avevano affidato i lavori di riparazione dell’antenna a una ditta non iscritta alla Camera di Commercio e priva dei requisiti tecnico-professionali. Macrì stava lavorando su una scala inadeguata, logora e priva di sistemi antisdrucciolevoli, a un’altezza di oltre sei metri. Durante l’intervento perse l’equilibrio e cadde nel vuoto, riportando ferite gravissime. Trasportato d’urgenza all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, morì dopo alcune settimane.

Le parti civili e gli effetti della sentenza

In aula erano presenti i familiari della vittima – la moglie, i genitori e i fratelli – rappresentati dagli avvocati Pietro Pitari, Giancarlo Pitari e Giacomo Iemma. Il Tribunale ha riconosciuto il loro diritto al risarcimento dei danni, rinviando però al giudice civile la quantificazione definitiva. È stata invece rigettata la richiesta di provvisionale, mentre Magno è stato condannato anche al pagamento delle spese legali delle parti civili, pari a 2.000 euro ciascuna oltre accessori. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.

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