In appello la Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha chiesto la conferma delle pene inflitte in primo grado agli imputati coinvolti nel processo nato dall’operazione ‘Gotha’. Secondo l’accusa, alcuni soggetti avrebbero costituito una sorta di “nucleo riservato” all’interno della ‘ndrangheta, con il compito di gestire il potere locale e influenzare le decisioni delle istituzioni cittadine.
I principali imputati
Tra gli imputati più noti figura l’ex senatore di Forza Italia Antonio Caridi, assolto in primo grado, per il quale i magistrati hanno chiesto la condanna per associazione mafiosa o, in alternativa, per concorso esterno.
L’avvocato ed ex parlamentare Paolo Romeo del Psdi, condannato a 25 anni in primo grado, è anch’egli coinvolto nel processo. Altri nomi di rilievo comprendono l’ex consigliere e assessore regionale di centrodestra Alberto Sarra, a cui era stata inflitta una pena di 13 anni per concorso esterno, e il sacerdote don Pino Strangio, ex parroco di San Luca, condannato a 9 anni e 4 mesi per lo stesso reato.
Accuse contestate
Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa e concorso esterno. La Procura ha ribadito la solidità dell’impianto accusatorio, confermando che le attività criminali erano finalizzate a esercitare controllo politico e sociale sulla città.
Prossimi passaggi
Le difese potranno esporre le proprie argomentazioni a partire dal 17 dicembre, quando prenderà il via la fase di discussione in appello. Gli sviluppi del processo saranno determinanti per stabilire se le condanne di primo grado verranno confermate o modificate.








