Il Consigliere comunale di Catanzaro, Antonello Talerico, ha condiviso una riflessione programmatica sul rilancio strutturale della città, evidenziando che l’attuale condizione di Catanzaro “non è un caso. È una conseguenza” delle azioni intraprese o omesse negli ultimi 10/15 anni. Talerico ha sottolineato che un amministratore deve possedere “memoria lunga e visione ancora più lunga” per correggere gli errori e cambiare le sorti future.
Cultura e formazione come fondamenta
Il Consigliere ha identificato la ripartenza della città nel concentrarsi su giovani, imprese, economia, ripopolamento e attrattività. Tuttavia, ha specificato che prima di ogni misura amministrativa o infrastrutturale, è necessario ripartire dalle “fondamenta del sapere: dalla cultura, dalla formazione e dall’identità“.
Per Talerico, il motore della rinascita deve essere “anzitutto l’Università Magna Graecia di Catanzaro affiancata dall’Accademia delle belle arti. Questi enti non devono essere soltanto un grande campus, ma il grande laboratorio di idee per trattenere talenti, generare innovazione, incubare imprese giovanili e trasformare conoscenza in sviluppo“. Secondo il Consigliere, è da qui che deve ripartire la rigenerazione culturale, sociale ed economica della città.
La rigenerazione economica del centro storico
Catanzaro è stata descritta come “la città della storia millenaria, dei borghi intrecciati con le dominazioni normanne, bizantine, angioine e aragonesi, la città della seta, dei saperi artigiani, della tradizione marinara“. Talerico ha criticato una rinascita basata su elementi effimeri, sostenendo che il rilancio debba avvenire con la “riattivazione economica della propria identità storica“.
L’obiettivo è far tornare il borgo del Centro storico ad essere “vivo, abitato, produttivo attraverso l’economia della rarità che prevede il sostegno all’apertura di botteghe artigiane, micro-laboratori, piccoli negozi di nicchia e produzioni locali identitarie. Economia speciale, non replicata“.
Proposta di detassazione comunale
Per favorire tale economia, Talerico ha avanzato la proposta di una “drastica riduzione delle imposte comunali sulle nuove attività nelle aree della rigenerazione urbana“. Egli ha definito questa come una “scelta coraggiosa“, sostenendo che “Detassare non è sottrarre risorse al pubblico, è generare nuove risorse dal privato. È dire agli imprenditori: “Qui conviene investire, non sopravvivere”.
Il ruolo strategico di Catanzaro Marina
Riguardo a Catanzaro Marina, il Consigliere l’ha definita non come “un quartiere separato, ma una cerniera urbana strategica“. La costa deve diventare un “magnete attrattivo” attraverso servizi efficienti, spazi commerciali riattivati, mobilità intelligente, eventi di richiamo, economia serale sana e turismo giovanile strutturato. L’obiettivo è che “Il mare non può più essere sfondo geografico: deve essere destinazione economica“.
Politiche di ripopolamento e responsabilità
Talerico ha sollecitato l’utilizzo di leve come le misure economiche Resto al Sud e gli altri bandi per “accompagnare progetti d’impresa, con sportelli tecnici, formazione, tutoraggio burocratico e partnership con i mondi produttivi“. Ha proposto il coinvolgimento del sistema delle imprese tramite un tavolo permanente e l’integrazione del mondo accademico, creativo e civile.
Il Consigliere ha messo in guardia contro le proiezioni demografiche che prevedono una perdita di oltre 350mila abitanti in Calabria entro il 2050, affermando che il problema non sarà di spopolamento, ma di “collasso“. Le politiche di ripopolamento, pertanto, devono basarsi su “attrattività economica, identitaria e culturale. Portare persone qui per interesse, non per caduta demografica“. Talerico ha concluso affermando che le scelte politiche non devono più nascere “a sentimento, ma sulla scorta di dati e informazioni” invocando “il tempo delle scelte che devono farci fare la differenza” e “il tempo delle responsabilità“.




