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5 Marzo 2026
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Caos al concorso per docenti in Calabria, un candidato denuncia: “Sedi ‘scoperte’ all’ultimo minuto”

L'aspirante professore Vittorio Greco: “La gestione delle comunicazioni avrebbe sfiorato il paradosso: aspiranti docenti sarebbero stati costretti a rincorrere informazioni cruciali pochi minuti prima della prova”

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“L’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria entrerebbe ancora una volta nell’occhio del ciclone e, stavolta, non per una banale disfunzione amministrativa, ma per quello che molti candidati definiscono senza mezzi termini un autentico cortocircuito istituzionale”, E’ quanto afferma Vittorio Greco, partecipante al concorso docenti PNRR3. Che aggiunge: “Secondo quanto denunciato da diversi colleghi, la gestione delle comunicazioni avrebbe raggiunto livelli di improvvisazione difficilmente giustificabili in un sistema che dovrebbe incarnare modernizzazione, digitalizzazione e trasparenza. La realtà racconta tutt’altra storia”.

Sedi cambiate all’ultimo istante

Greco racconta che “nelle province di Vibo Valentia, Catanzaro e Crotone, molti candidati avrebbero scoperto per puro caso, pochi minuti prima dell’esame “computer based” previsto dall’1 al 5 dicembre 2025, che le sedi  sarebbero state modificate, alcune in altre province, con oltre un’ora di percorrenza aggiuntiva”. “Tradotto: impossibilità materiale di raggiungere le nuove sedi in tempo, con la conseguenza di perdere la prova per cause non imputabili ai candidati”, denuncia Greco.

Silenzi e circolari nascoste

Secondo il candidato, “nessuna comunicazione diretta sarebbe satat stata inviata: né e-mail, né PEC, né messaggi sulla piattaforma ministeriale. L’unico riferimento allo spostamento sarebbe stata una circolare del 19 novembre, sepolta nel sito istituzionale e mai notificata individualmente”.” I candidati hanno dovuto improvvisarsi detective in una sorta di caccia al tesoro digitale per ricostruire informazioni che avrebbero dovuto essere chiare e tempestive”, sottolinea Greco.

Modernità a parole, disorganizzazione nei fatti

“È paradossale: la scuola predica innovazione, intelligenza artificiale e digitalizzazione dei processi, ma quando si tratta di informare i partecipanti a un concorso pubblico inciampa clamorosamente”, osserva il candidato. Secondo Greco, “il sistema pretende efficienza dai futuri docenti, ma non riesce a garantirla nemmeno nei propri atti”.

Violazioni amministrative e danno di credibilità

Greco evidenzia come l’USR Calabria “avrebbe violato principi fondamentali: trasparenza amministrativa, diritto all’informazione, obbligo di notifica diretta e imparzialità della Pubblica Amministrazione. Il danno non è solo per i candidati, costretti a subire conseguenze non loro, ma anche per l’immagine dell’intero sistema scolastico regionale. In un Paese che tenta di contrastare fuga di cervelli e sfiducia nelle istituzioni, episodi come questo creano crepe profonde nella credibilità del sistema pubblico”.

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