Non lo si vedrà mai, salvo improbabili costrizioni istituzionali, ad apericena altolocati o a salottini trapuntati di caviale a scrocco, organizzati da aspiranti clientes con al polso Rolex rigorosamente patacca (o fittati per ore al prezzo degli alberghi .. ad ore ) e arrampicatori sociali che amano farsi misurare dai potenti pro-tempore la lunghezza della lingua. Una disciplina in cui il patriziato politico calabrese vanta campioni olimpici delle cui tecniche predatorie varrà la pena di occuparsi in altre sedi.
Antonio Montuoro, poco piu’ che quarantenne, fresco assessore della neonata giunta Occhiuto con deleghe, tra le altre, sulla cooperazione internazionale, valorizzazione del capitale umano, sicurezza, legalità e innovazione, non si è mai applicato nella coltivazione della politica ‘chic’, e i risultati si sono visti: voti sonanti, fidelizzazione della risorsa-paesi alla causa, due elezioni al consiglio regionale in meno di un quinquennio e ora l’approdo nell’esecutivo regionale, dove continua a fare esattamente quello che ha sempre fatto: lavorare in silenzio, al riparo da quella dannifica tossicodipendenza social, che ha ridotto molti politici nelle parodie di se stessi.
Assessore, questa sua nuova avventura da dove inizia, quali sono i fronti che la stanno già assorbendo?
“A poco meno di un mese dal mio insediamento in giunta, posso dire che il tempo a disposizione sembra non essere mai abbastanza per poter affrontare la nutrite mola di lavoro che coinvolge i miei settori di riferimento. Sicuramente l’ambiente è l’ambito su cui sto concentrando tantissima attenzione, considerando anche l’importante dotazione finanziaria legata alle azioni programmate dalla Regione Calabria. Recupero ecologico delle aree abbandonate, bonifica degli spazi pubblici deturpati dall’abbandono di rifiuti, bonifica e ripristino delle ex discariche, riduzione della produzione dei rifiuti e lotta allo spreco alimentare: tutti interventi di grande rilievo, per cui sono stati messi in campo oltre 70milioni di euro a beneficio degli enti locali calabresi per una serie di investimenti che possono avere concrete ricadute sui territori in termini di salvaguardia ambientale e cultura ecologica”.
È contento delle sue deleghe, ne avrebbe gradito delle altre?
“Posso dire che sono più che soddisfatto, per quanto complesse e, al tempo stesso, stimolanti. Ho già detto dell’ambiente, un settore che vive di piccole e grandi emergenze che la Regione sta affrontando anche attraverso una riorganizzazione strutturale del settore, tra acqua e rifiuti, a cui il presidente Occhiuto ha creduto fortemente. Ma sono proiettato anche alle grandi opportunità connesse alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico, penso ad esempio ai parchi e alle riserve naturali con cui stiamo lavorando per un nuovo modello di sviluppo eco-sostenibile in grado di produrre reddito ed economia per le comunità. Anche le deleghe alla sicurezza e alla legalità hanno un grande valore strategico, considerando le possibili ricadute che possono derivare da una gestione innovativa dei beni confiscati su cui investiremo importanti risorse. E poi la cooperazione internazionale rappresenta un’altra sfida che può aprire orizzonti finora inesplorati, in termini occupazionali e di formazione, così come la valorizzazione del capitale umano dell’ente Regione che costituisce un fattore decisivo per dare impulso alla macchina burocratica”.
Parliamo del suo partito, Fratelli d’Italia. Cos’è mancato per raggranellare più voti, come cambierà Fdi da adesso in avanti?
“Parto da un dato di fatto: la lista di Fratelli d’Italia nelle elezioni dello scorso ottobre ha registrato l’11,70 per cento, migliorando di circa 3 punti percentuali il risultato raggiunto nella precedente tornata del 2021. Significa che il partito è cresciuto, si è nel frattempo maggiormente radicato sul territorio, trovando la sua giusta rappresentanza negli organi regionali. Sicuramente ci sono tutte le condizioni affinché il trend possa ulteriormente migliorare, considerando il ruolo centrale che FdI riveste nella formazione dell’Occhiuto bis e il traino che può arrivare dal governo nazionale, con la sottosegretaria e coordinatrice regionale Wanda Ferro, che ha già dimostrato e continuerà a dimostrare la propria attenzione per la Calabria. Quando si è in grado di coniugare valori e identità, propri di un partito come FdI, con la militanza e il radicamento nei territori la crescita del consenso non può che essere il risultato naturale”.
Reggio Calabria e Crotone sono le prossime importanti tappe elettorali. Su Reggio I giochi dovrebbero essere fatti in favore di un candidato a sindaco espresso da Forza Italia; Crotone invece potrebbe spettare a voi, stante il peso crescente di Simona Ferraina, di Fdi. Cosa ne pensa?
“Le amministrative in programma il prossimo anno saranno sicuramente un altro banco di prova importante per confermare l’ottimo risultato che la coalizione di centrodestra ha ottenuto, riconfermandosi alla guida della Regione. Il valore aggiunto che, storicamente, ci ha contraddistinto è sempre stato quello di proporre candidati e liste in grado di esprimere una storia ed un’identità ben precisa, oltre che uno specifico peso elettorale. Ci sono tutte le condizioni affinché questa formula possa ripetersi anche a Reggio Calabria, una città che ha bisogno di voltare pagina dopo anni di buio, e a Crotone dove, considerata l’intera circoscrizione, il centrodestra ha moltiplicato i propri consensi. I partiti dimostreranno ancora una volta di riuscire a fare sintesi, nel rispetto degli equilibri territoriali e delle naturali logiche interne”.
Voi siete un partito ancora etico e ideologico. In tutta franchezza, c’era bisogno di prevedere la figura del sottosegretario di giunta, fallita in altre epoche?
“Credo sia il caso di sottolineare che l’introduzione della figura dei sottosegretari è una prassi ormai abbastanza consolidata da anni, guardando alle diverse esperienze regionali. Si tratta di figure che hanno un ruolo di supporto e di collegamento prezioso e che, nella visione di governo del presidente Occhiuto, possono costituire un riferimento ulteriore verso l’ottimizzazione dei processi amministrativi. Se, in maniera strumentale, si vuole portare il dibattito solo sul tema dei costi e dei meccanismi della politica, allora non si potrà mai uscire dall’angolo. Ritengo, piuttosto, che anche in Calabria, come in tante altre regioni, ci si possa avvalere di figure di alto profilo e funzionali al buon governo della macchina burocratica”.
Finita, per adesso, la composizione del governo, potrebbe aprirsi quella del sottogoverno, nel quale ci sono enti e società praticamente tutte in mano a Forza Italia. Le chiedo se avete intenzione di aprire un confronto sulla governance di Sacal, dove tutti i poteri sono in capo ad un solo uomo oppure sul colosso Calabria Verde , su Arrsac, Arpacal, Film commission, tutti enti azzurri
“Fratelli d’Italia non ha mai fatto speculazioni su eventuali incarichi, lo ha dimostrato la storia della scorsa consiliatura regionale, e credo che anche lo stesso presidente Occhiuto abbia dimostrato di guardare al di là dei propri interessi nella scelta di figure manageriali o nell’adottare decisioni nell’esclusivo bene della Calabria. Non ho dubbi sul fatto che questo approccio continuerà a caratterizzare anche gli indirizzi futuri, nella logica della concertazione e della collegialità, che ha caratterizzato la formazione della giunta e che rappresenta la strada maestra per garantire la migliore governance possibile all’interno degli organismi regionali”.









