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3 Marzo 2026
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Le assenze strategiche e i silenzi imbarazzanti di Occhiuto: Vibo sacrificata ai giochi di potere nazionali

L’assenza del governatore all’incontro sulla sanità vibonese, il suo crescente centralismo, gli equilibri interni a Forza Italia e l’inerzia dei rappresentanti locali aprono interrogativi profondi su quali siano oggi le vere priorità politiche del presidente della Regione e dei principali referenti del territorio

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Attenuatosi il ritmo dei rilievi mossi ad Occhiuto per aver disertato l’incontro promosso dal Prefetto di Vibo per affrontare le tematiche connesse alla disastrosa situazione della sanità pubblica provinciale, ed in attesa che gli impegni assunti dal suo sostituto Ernesto Esposito si trasformino in fatti concreti, si rendono necessari alcuni approfondimenti al fine di dare una risposta ai tanti perché rimasti in sospeso. Il punto di partenza non può che essere l’assunto secondo il quale in politica nulla succede per caso, ma ogni decisione rappresenta il risultato di un ragionamento mirante a centrare un obiettivo; solo qualche volta
esso coincide con un interesse generale, ma quasi sempre i politici guardano al proprio tornaconto. Sulla scorta di tutto ciò, ed escluso che il governatore non abbia partecipato all’incontro di cui sopra solamente per scarsa considerazione delle problematiche vibonesi, bisogna capire cos’altro lo abbia indotto a ritenere più proficuo dedicare il proprio tempo ad attività – nel caso concreto sui social – finalizzate a decantare le proprie gesta.

L’orizzonte nazionale di Occhiuto

Riteniamo che ormai Occhiuto, al suo secondo mandato e quindi non più ricandidabile, sia
proiettato verso la conquista di obiettivi nazionali. Questo lo porta ad utilizzare il proprio ruolo regionale non per incrementare il consenso politico locale – se così non fosse la scelta di disertare Vibo sarebbe deleteria – ma per rafforzare il potere personale allo scopo di farlo poi pesare sui tavoli romani, ed in tal senso depone anche la sua affannosa e continua tendenza accentratrice. Ormai è chiaro che Occhiuto vive e ragiona in funzione dei suoi nuovi interessi, ed in questo contesto non bisogna meravigliarsi del fatto che le necessità dei cittadini passino in secondo piano e che l’ente regionale venga considerato come una specie di bancomat pronto a soddisfare i famelici appetiti degli amici del cerchio magico che gli consentono di alimentare ed incrementare un potere assoluto.

L’ombra del dopo-Tajani e il ruolo di Marina Berlusconi

Per quanto concerne i nuovi obiettivi del governatore, essi non sono più un segreto, atteso che da giorni alcuni organi d’informazione nazionale parlano di un incontro tra Marina Berlusconi ed Occhiuto, tendente a porre le basi per un cambio radicale alla guida di
Forza Italia
. L’attuale segretario nazionale Antonio Tajani viene ritenuto dalla primogenita del cavaliere molto appiattito sulle posizioni della Meloni ed ha pertanto avviato una specie di casting tra i due suoi vice, Occhiuto ed Alberto Cirio, governatore del Piemonte, per individuare chi fra loro sia dotato di maggior tempra. Se nulla ci sentiamo di obiettare, poiché riteniamo rientri nelle fisiologiche dinamiche politiche, sul fatto che un governatore appena eletto punti già su altri obiettivi, molte riserve vanno invece mosse al modus operandi scelto da Occhiuto (mancanza di remore nell’accentrare tutto il potere regionale nelle sue mani e spregiudicatezza nelle scelte e distribuzione di incarichi) per dimostrare la propria “tempra”, poiché esso sta penalizzando in modo significativo gli interessi collettivi dei calabresi.

Il grande nodo: la sanità vibonese e i silenzi politici locali

Chiuso questo capitolo e ritornando al tema centrale delle criticità sanitarie, se si guarda il tutto da un angolo prospettico diverso da quello del governatore, fa molto scalpore l’assordante silenzio mantenuto dai due principali rappresentanti politici vibonesi in relazione alla vexata quaestio. Ci riferiamo al neo eletto consigliere regionale Vito Pitaro ed all’On. Giuseppe Mangialavori, per i quali vale lo stesso discorso fatto sopra in relazione alla circostanza che in politica ogni scelta, anche quella del silenzio, non è casuale, ma risponde ad interessi ben precisi.

Pitaro tra dichiarazioni e ossequio politico

Con riferimento al consigliere regionale va osservato che, appena qualche giorno fa,
egli ha dichiarato, in tono perentorio, che non avrebbe guardato in faccia nessuno di fronte agli interessi dei cittadini vibonesi. Due sono le cose: o Pitaro non ritiene che le problematiche sanitarie rientrino tra gli interessi primari dei vibonesi, oppure spera che il suo ossequioso atteggiamento nei confronti del governatore possa essere ricambiato con qualche mancetta politica. Non ci sembra che esistano alternative più plausibili, ma ci rimettiamo volentieri alle valutazioni dei lettori.

Mangialavori e il vantaggio della sanità privata

Per quanto concerne invece Mangialavori, il suo silenzio non sorprende, poiché rappresenta la nota caratterizzante di tutti i momenti in cui avrebbe dovuto far sentire la propria voce ed ancor meno sorprende oggi, tenuto conto che quando la sanità pubblica non funziona quella privata ne beneficia, intelligenti pauca. Se questi sono i rappresentanti politici del territorio, non ci si può meravigliare né del fatto che Occhiuto tenda a snobbare il vibonese rispetto ad altre realtà territoriali, rappresentate da politici di diverso spessore, né che alcuni comuni
abbiano avviato l’iter procedurale per tornare con la provincia di Catanzaro.

  • Fotomontaggio di Tonio Verilio
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