La Corte di Assise di Catanzaro, presieduta dal dottor Cosenza, nella seduta del 9 dicembre 2025 ha assolto Salvatore Barone dall’accusa di concorso nell’omicidio di Valenti Domenico Antonio, avvenuto il 15 agosto 2016.
Assolte anche Natalina Lorella Sibio e Antonella Restuccia – rispettivamente figlia e moglie di Sibio Cosma Damiano, reo confesso già condannato in via definitiva – dall’imputazione di false dichiarazioni alla Polizia. La sentenza accoglie integralmente le richieste del collegio difensivo composto dagli avvocati Giovanni Vecchio, Sandro D’Agostino e Bruno Vallelunga.
Il delitto del 2016: la confessione di Sibio
L’omicidio di Valenti Domenico Antonio risale al pomeriggio del 15 agosto 2016, quando Sibio Cosma Damiano si presentò ai carabinieri di San Calogero dichiarando di aver ucciso il Valenti. Le indagini condotte dal NORM – Aliquota Operativa di Tropea e dalla Stazione Carabinieri di San Calogero portarono, tre anni dopo, all’iscrizione nel registro degli indagati e poi all’arresto anche del genero, Salvatore Barone, ritenuto inizialmente concorrente nel delitto.
Il lungo dibattimento: per la Corte il quadro probatorio non regge
Il processo, durato due anni davanti alla Corte d’Assise, ha visto sfilare testimoni della polizia giudiziaria, consulenti informatici, esperti balistici e la collaborazione tecnica del dottor Angelo La Marca per la difesa. Secondo la ricostruzione fornita in aula, il materiale investigativo non avrebbe potuto collocare Barone nell’autovettura insieme a Sibio al momento dell’omicidio, contrariamente a quanto sostenuto dall’accusa.









