I militari del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Crotone – impegnati con un dispositivo operativo composto da oltre 30 militari coadiuvati da unità cinofile – hanno dato esecuzione, nelle prime ore della mattina del 10 dicembre, a un ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali, emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di tre persone ritenute a vario titolo appartenenti o collegati ad un sodalizio delinquenziale operante nella provincia di Crotone, ma con proiezioni in altre province calabresi e nazionali. L’operazione de qua rientra in un più ampio quadro investigativo coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.
Operazione Cassandra
L’inchiesta, denominata in codice Cassandra, ha portato all’applicazione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre persone: in carcere sono finiti Gianluca Pennisi di 50 anni, e Gaetano Russo, 45 anni. Ai domiciliari Nicola Siniscalchi, 49 anni. Le accuse contestate – tutte aggravate dalla finalità mafiosa – comprendono associazione per delinquere di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, estorsione e illecita concorrenza con minaccia o violenza. Parallelamente, la Guardia di Finanza ha eseguito sequestri preventivi finalizzati alla confisca di beni e risorse economiche ritenute sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati. Il patrimonio posto sotto sequestro comprende società, ditte individuali, immobili, conti correnti, autovetture e motoveicoli.
La ramificazione nel food e beverage
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori coordinati dalla Procura distrettuale, l’organizzazione criminale di matrice ‘ndranghetista ha operato attraverso una capillare ramificazione nel settore del food e beverage, con interessi economici in noti esercizi commerciali situati sul lungomare crotonese. Le indagini hanno evidenziato l’impiego di articolate schermature societarie e di prestanome finalizzati a eludere la normativa in materia di prevenzione patrimoniale, la quale colpisce le concentrazioni di ricchezza accumulate nel tempo dalla criminalità organizzata, nonché il ricorso a condotte tipiche del metodo mafioso, caratterizzate – secondo gli elementi acquisiti – da comportamenti intimidatori e minacciosi diretti a consolidare un assetto di oligopolio commerciale nel settore di riferimento.
Il costante impegno della Finanza sul territorio
L’operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza, in sinergia con la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale e nella salvaguardia della sicurezza economico-finanziaria del territorio; essa si colloca nell’ambito della fase delle indagini preliminari, sicché, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione costituzionale di innocenza, sino a quando non intervenga Sentenza irrevocabile di condanna.









