Era novembre 2024 quando due bolle sottratte alla Curia di Catanzaro, finirono nelle mani di un 45enne del capoluogo, che pur non avendole rubate avrebbe procurato a sè e ad altri un profitto tentandone la vendita on line. Un presunto illecito che non è sfuggito alla Procura di Catanzaro che ha chiuso le indagini per A. R. nei cui confronti si ipotizza la ricettazione di beni culturali.
L’uomo avrebbe ricevuto i due atti, entrambi recanti l’intestazione “Curia Vescovile di Catanzaro”, uno datato dicembre 1894 e contenente il timbro curiale di S. E monsignor Bernardino De Riso e un altro del 14 gennaio 1920 avente ad oggetto la nomina “a deputato delle comunità delle…, bolle, che erano state rubate alla Curia di Catanzaro. Sono stati i carabinieri del reparto Tutela Patrimonio dei beni culturali, in seguito ad un servizio di controllo, a notare che i due atti erano stati messi in vendita su Ebay, risalendo al nome del venditore, al quale sono state sequestrate le bolle, risultate autentiche e ridate in mano alla Curia di Catanzaro.
Il diritto alla difesa
L’indagato, difeso dall’avvocato Domenico Concolino, avrà venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogato dal pubblico ministero, rilasciare dichiarazioni spontanee, depositare memorie difensive e compiere ogni altro atto utile per l’esercizio del diritto di difesa prima che la Procura proceda altre con una richiesta di rinvio a giudizio.









