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3 Marzo 2026
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Commissioni regionali, fumata nera. Sgarbo istituzionale del centrodestra: vuole tutto e punta anche alla Vigilanza

La maggioranza stringe il cerchio sulle presidenze delle commissioni e disattende il patto con l’opposizione. La Vigilanza rischia di restare in mano al centrodestra, scatenando l’ira del Pd

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La giornata a Palazzo Campanella ha confermato ciò che, da giorni, circolava come un sospetto sempre più concreto. Nella Conferenza dei capigruppo non si è raggiunta un’intesa vera e propria, ma è emerso un orientamento politico che pesa come un macigno: la Commissione di Vigilanza dovrebbe restare alla maggioranza, nonostante il cosiddetto “gentleman agreement” stretto tempo fa fra Pasquale Tridico e Roberto Occhiuto.
Il principio del garbo istituzionale, evocato più volte come garanzia di equilibrio democratico, sembra essersi dissolto appena la discussione ha toccato gli equilibri interni della coalizione di governo. Da tempo nelle riunioni preliminari si percepiva che qualcosa non quadrava, e oggi quel dubbio ha trovato conferma.

La macchina dei partiti e la paura di lasciare qualcuno senza incarico

La decisione di trattenere la Vigilanza non nasce dal nulla. La maggioranza teme che, nell’incastro di ruoli fra Ufficio di Presidenza, capigruppo e commissioni, uno degli eletti “di prima fascia” possa rimanere senza un incarico. Per evitare frizioni interne, ogni tassello deve andare al suo posto e ogni partito pretende che vengano rispettati accordi, pesi elettorali e promesse irrinunciabili. La minoranza aveva proposto di ampliare le commissioni a nove presidenze, allargando così le opportunità. La proposta, però, è stata accantonata con un rinvio che sa molto di tattica. Il “vedremo lunedì” è suonato come la classica formula diplomatica che copre un muro già innalzato.

FdI detta il ritmo: Bilancio e Sanità nei radar

In questo quadro di negoziazioni sotterranee, Fratelli d’Italia si muove con sicurezza, forte dei suoi accordi interni alla coalizione e di una rappresentanza politica in crescita. Il nome di Filippo Pietropaolo circola con insistenza per la Commissione Bilancio, un ruolo cruciale soprattutto con l’imminente sessione finanziaria. Parallelamente, la Commissione Sanità, da anni epicentro delle tensioni politiche in Calabria, dovrebbe finire nelle mani di Angelo Brutto. Per i meloniani, che si considerano l’asse più saldo dello schieramento, è un risultato che conferma una posizione privilegiata nel negoziato.

La Lega osserva e aspetta

Sul fronte della Lega, l’orientamento iniziale assegna a Orlandino Greco la commissione dedicata a Territorio e Ambiente, ma l’atmosfera tutt’altro che stabile lascia intuire che le ultime ore possano modificare gli equilibri. La Vigilanza, ancora formalmente non assegnata, resta un punto di pressione capace di rimescolare le carte dei leghisti e spingerli a rivendicare una casella più visibile.

Forza Italia punta sull’Agricoltura

Nel campo di Forza Italia la direzione appare più lineare. Elisabetta Santoianni sembra ormai destinata alla commissione Agricoltura e Consorzi di bonifica, scelta che risponde alla logica di un asse operativo con l’assessore Gianluca Gallo.
Gli altri azzurri, da Ionà a Ferrari fino a Polimeni, restano invece sospesi nell’attesa di vedere quale spazio la maggioranza riuscirà a ritagliare per loro tra gli Affari istituzionali, l’Anti-’ndrangheta e la sempre più discussa Vigilanza. A complicare ulteriormente lo schema ci si mette la pressione di Noi Moderati, decisi a ottenere una presidenza per Riccardo Rosa, aprendo così un nuovo fronte nella trattativa.

Nasce il polo Istruzione-Cultura-Sport-Turismo

Fra tante tensioni, una certezza c’è: la V commissione non sarà più quella dedicata alle Riforme, un organismo rimasto di fatto marginale per intere legislature. Oggi si è scelto di rivoluzionarne le competenze e trasformarla in un polo che si occuperà di Istruzione, Cultura, Sport, Politiche giovanili e Turismo.
Una scelta che cambia completamente la portata dell’organismo e lo rende, per molti consiglieri, una delle posizioni più strategiche della nuova legislatura. A discuterne è stata Rosaria Succurro, figura di primo piano nella lista Occhiuto Presidente, recentemente uscita dal ruolo di sindaca di San Giovanni in Fiore e già presidente della Provincia di Cosenza.

Opposizioni in rivolta: “Una bulimia di potere senza precedenti”

La scelta della maggioranza di trattenere la Vigilanza ha fatto esplodere la reazione del Partito Democratico. Il capogruppo Ernesto Alecci parla apertamente di un comportamento “scandaloso” da parte del presidente Occhiuto, accusato di portare avanti il suo mandato con un atteggiamento contrario ai principi della democrazia e della partecipazione.
Secondo Alecci, la creazione dei nuovi sottosegretari, l’aumento del numero degli assessori e la gestione dei consiglieri supplenti sono segnali di una deriva che oggi trova il suo punto più critico nella volontà del centrodestra di controllare anche la commissione più sensibile dal punto di vista istituzionale. Una scelta che, per il Pd, calpesta anni di prassi seguite in Calabria e in molte altre regioni, dove la Vigilanza viene affidata alla minoranza come garanzia minima di equilibrio.

Ultime mosse: nuovi assessori, nuovi sottosegretari e un vertice imminente

La partita, però, non è ancora chiusa. Quando si concluderà l’iter di bilancio, il governatore avrà la possibilità di nominare due nuovi assessori e due nuovi sottosegretari, figure appena reintrodotte e che potrebbero diventare lo strumento per placare malumori interni e riequilibrare la distribuzione di incarichi. È in quest’ottica che si parla già di un imminente vertice di maggioranza, segnale evidente di una tensione ancora lontana dall’essere risolta.

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