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5 Marzo 2026
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Rinascita Scott, raffica di scarcerazioni in vista: Cassazione libera il boss di Maierato

Annullato l’ordine di esecuzione, imputati verso la scarcerazione per decorrenza dei termini

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Scossone giudiziario nel cuore della lotta alla ’ndrangheta vibonese. La Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale di Catanzaro nei confronti di Domenico Cracolici, 38 anni, considerato dagli inquirenti il boss di Maierato e condannato in appello a 10 anni e 8 mesi nel troncone abbreviato del maxiprocesso Rinascita Scott.

La decisione della Suprema Corte apre ora la strada a una possibile ondata di scarcerazioni per altri imputati nelle medesime condizioni processuali.

Il caso Cracolici: annullamento dell’aggravante e pena da rideterminare

La vicenda nasce dopo che la Cassazione aveva già annullato, con rinvio, la precedente condanna di Cracolici per la rideterminazione della pena, avendo eliminato una delle aggravanti contestate nell’ambito del reato di associazione mafiosa.

La Corte d’Appello di Catanzaro, nel ricalcolare la pena, aveva emesso un nuovo ordine di esecuzione. Gli avvocati Sergio Rotundo e Antonio Galati hanno impugnato il provvedimento proponendo un incidente di esecuzione, respinto in Appello ma ora accolto dalla Cassazione, che ha dichiarato non esecutiva la sentenza emessa il 30 ottobre 2023.

Verso una raffica di scarcerazioni: scadono i termini della custodia cautelare

La decisione ha un effetto immediato: fino alla celebrazione del nuovo processo d’appello e dell’eventuale ulteriore ricorso in Cassazione, gli imputati che hanno ottenuto un annullamento con rinvio non possono restare in carcere.

Si tratta di un passaggio decisivo perché, come stabilito dalla Suprema Corte, sono ormai maturati i termini massimi di custodia cautelare, imponendo così la scarcerazione.

Gli avvocati parlano di una “vittoria del diritto”, mentre nella DDA cresce la preoccupazione per l’impatto investigativo e sociale della decisione, dato il peso criminale dei soggetti coinvolti nel maxi-processo contro la rete della ’ndrangheta vibonese.

Un nuovo processo e un clima di incertezza

Il troncone con rito abbreviato del procedimento Rinascita Scott, che rappresenta una parte cruciale dell’inchiesta coordinata dalla DDA, torna così alla fase d’appello.

Fino a quando il nuovo giudizio non sarà celebrato – e in seguito confermato o meno dalla Cassazione – resta applicabile il principio fissato dalla Suprema Corte: nessuna esecuzione della pena è possibile.

Un colpo di scena che rimette in discussione un intero segmento del maxiprocesso e che rischia di aprire una stagione di tensioni tra magistratura, difese e famiglie delle vittime della criminalità organizzata.

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