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17 Aprile 2026
17 Aprile 2026
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Direttiva Bolkestein, la Calabria lancia la sfida: “Ci candidiamo a modello nazionale per le concessioni balneari”

L’imprenditore e portavoce della categoria regionale Paonessa: "Difendere la legalità e il lavoro di generazioni contro le speculazioni e l'incertezza"

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La Calabria chiede di riscrivere le regole nazionali sulle concessioni balneari e si propone come apripista di un “federalismo balneare” che tenga conto delle specificità territoriali. È questo il cuore dell’appello lanciato da Francesco Paonessa, titolare dello Stabilimento Balneare Lido Ulisse di Squillace e portavoce della categoria balneare calabrese, in una lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e a tutti i consiglieri regionali, sindaci e mezzi di comunicazione.

L’obiettivo è chiaro: difendere e dare piena attuazione alla delibera regionale che ha dichiarato la non scarsità della risorsa spiaggia sul territorio calabrese, un atto che, secondo Paonessa, bilancia l’applicazione della direttiva Bolkestein con la tutela delle imprese storiche.

La prova della “non scarsità”: numeri e coraggio

“Con l’avvio della tredicesima legislatura, la Calabria ha l’opportunità di diventare capofila di un federalismo balneare che valorizzi le specificità territoriali,” dichiara Paonessa, sottolineando il coraggio della Giunta regionale.

La delibera è fondata su dati oggettivi: “Solo il 13% delle coste è attualmente in concessione, con l’87% libero,” specifica l’imprenditore. “È la prova che la nostra Regione può applicare la direttiva Bolkestein con equilibrio: aprendo ai bandi pubblici su nuove aree demaniali, senza penalizzare le attività storiche che hanno costruito con sacrificio e dignità la forza turistica della Calabria.”

Rischio incognita giudiziaria: il Tar e la preoccupazione

L’avvicinarsi della decisione del TAR Calabria sul ricorso Ranieri, insieme alle sentenze contrastanti del Consiglio di Stato, genera però “forte preoccupazione”.

“Il rischio che vengano travolte concessioni esistenti, con conseguenze devastanti per famiglie e imprese, è concreto. Difendere la delibera significa difendere la nostra identità, il lavoro di generazioni e un comparto che rappresenta una parte essenziale del turismo regionale e nazionale,” avverte Paonessa.

Legalità e antimafia: un modello di trasparenza

L’appello tocca anche il tema della legalità. In un settore tradizionalmente esposto, “il rischio di infiltrazioni mafiose e di speculazioni è reale,” afferma Paonessa.

La scelta della Calabria di dichiarare la non scarsità e di aprire bandi solo su nuove aree demaniali è vista come un atto di trasparenza e prevenzione: “Tutela le imprese storiche, garantisce concorrenza leale e impedisce che la criminalità organizzata approfitti dell’incertezza normativa. È un modello che rafforza la fiducia dei cittadini e delle comunità costiere, e che può diventare esempio nazionale di federalismo balneare responsabile.”

Paonessa mette in guardia anche dai ricorsi dei vecchi concessionari che potrebbero “generare un effetto a catena capace di travolgere intere amministrazioni comunali e bloccare il comparto.”

 Appello finale a sindaci e stampa

La richiesta al Presidente e ai Consiglieri è perentoria: “Vi chiediamo con rispetto e convinzione di mantenere ferma la delibera e di rilanciare la Calabria come modello di federalismo balneare: una Regione che sa tutelare le attività esistenti e, al tempo stesso, aprire nuove opportunità imprenditoriali grazie alla non scarsità della risorsa demaniale.” L’imprenditore si rivolge infine ai sindaci dei comuni costieri affinché “sostengano con forza questa battaglia,” e ai mezzi di comunicazione per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica, citando in particolare il giornalista Lino Polimeni per aver dato voce alle “tematiche” della Calabria “che lavora e resiste.”

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