La ministra Bernini ci ripensa sul cosiddetto semestre filtro di Medicina, la riforma con cui il governo ha detto di voler eliminare il numero chiuso per l’accesso alla facoltà , spostando di fatto la selezione più avanti nel tempo. Dopo le polemiche per le prove di Chimica, Biologia e Fisica – considerate estremamente complicate – e per le tante irregolarità denunciate dai candidati, e a seguito di un violento scontro verbale ad Atreju con gli studenti – culminato con la frase offensiva rivolta agli studenti, considerati dei “poveri comunisti” – la ministra Bernini potrebbe rimettere mano alla contestata riforma. Ma esclude la possibilità di un ritorno del test d’ingresso, un elemento che sarebbe considerato una totale inversione a U.
Il confronto con il Cnsu
Come è andato il confronto tra Bernini e gli studenti sulla riforma di Medicina. La ministra non starebbe valutando un vero e proprio passo indietro, ma di una disponibilità a modificare la procedure accesso a Medicina. Secondo quanto si apprende, sarebbe questo l’orientamento espresso dalla ministra dell’Università e della Ricerca, esplicitato nel corso dell’incontro con il Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu), l’organo consultivo di rappresentanza degli studenti iscritti ai corsi di laurea, di specializzazione e di dottorato di ricerca delle università italiane, composto da 30 membri, che si è insediato oggi. La ministra, che ha proposto l’istituzione di un tavolo di confronto permanente sulla riforma, ha quindi manifestato piena disponibilità a intervenire sul funzionamento del nuovo sistema già dal prossimo anno, valutando una riduzione dei programmi d’esame, l’estensione della durata delle lezioni e un ampliamento dei tempi tra la fine dei corsi e gli appelli, così da garantire maggiore spazio alla didattica.
I temi affrontati
Il confronto con gli studenti, durato oltre 3 ore, secondo quanto si apprende, ha toccato vari temi, dai rapporti con gli atenei e centri di ricerca israeliani, ai finanziamenti agli atenei e alle borse di studio fino al nuovo corso per gli allievi dell’accademia di Modena a Unimore. L’incontro si è concluso, riporta l’Agi, con qualche battuta sul tema contestazioni. Quando Bernini ha detto di essere stata contestata in tutte le università , un rappresentante calabrese ha detto: “No, all’Università della Calabria no”. E i rappresentanti dell’Udu hanno risposto: “perché non c’è l’Udu”.
I criteri di ammissione
Questa mattina la ministra era tornata sul tema in Parlamento, rispondendo al question time nella VII Commissione alla Camera dei deputati. “Prima si è detto che tutti avevano copiato poi che i compiti erano troppo difficili: il 28 febbraio il semestre aperto si concluderà – ha ribadito – I voti del primo appello si compongono con i voti del secondo appello per fare la graduatoria finale. Il 23 dicembre saranno noti i voti del secondo appello, entro gennaio sarà pronta la graduatoria, sarà tutta riempita, non saranno necessarie 3 sufficienze, potremo scendere. Ci saranno debiti d’esame e formativi che applichiamo già , sono previsti. Posti vuoti non ce ne saranno”, ha spiegato.
Bernini: “Riforma perfettibile”
“Questa riforma è stata una illusione e un fallimento? No – ha sostenuto la ministra – i candidati sono stati trasformati in studenti universitari: 55mila stanno dando esami, 24.026 studenti entreranno a Medicina, altri potranno entrare in facoltà affini. Tutto è perfettibile, è una riforma di prima applicazione, non voglio sostenere sia la migliore del mondo ma i principi alla sua base sono inclusività , conservazione, democrazia, dare più opportunità ai giovani e al sistema per avere più medici. I risultati si verificheranno a semestre terminato”. (Fanpage)







