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2 Aprile 2026
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Ryanair sotto accusa: l’Antitrust colpisce l’abuso di posizione dominante della compagnia aerea

Sanzione da oltre 255 milioni di euro per le pratiche contro le agenzie di viaggio: “Concorrenza compressa e mercato alterato”

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Una sanzione record da oltre 255 milioni di euro si abbatte su Ryanair per abuso di posizione dominante. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ritenuto illegittime le condotte poste in essere dalla compagnia irlandese, insieme alla capogruppo Ryanair Holdings plc, nel periodo compreso tra aprile 2023 e almeno aprile 2025.

Al centro del provvedimento c’è il ruolo dominante esercitato dal vettore nel trasporto aereo di linea da e per l’Italia, considerato un snodo essenziale per l’attività delle agenzie di viaggio, sia online (OTA) sia tradizionali.

Il potere di mercato del vettore irlandese

Secondo l’Autorità, Ryanair occupa una posizione di forza strutturale nel mercato, rafforzata da quote di traffico particolarmente elevate, pari a circa il 38-40% dei passeggeri sulle rotte italiane ed europee. Un dato in costante crescita, accompagnato da una serie di indicatori economici e operativi che attestano una distanza significativa rispetto ai principali concorrenti.

Questi elementi, nel loro complesso, avrebbero consentito alla compagnia di condizionare il mercato, operando in modo sostanzialmente indipendente dalle dinamiche concorrenziali e dalle esigenze dei consumatori.

Le pratiche contestate dall’Antitrust

L’istruttoria ha messo in luce una strategia articolata e progressiva volta a limitare l’operatività delle agenzie di viaggio. Ryanair avrebbe reso più complesso, costoso o tecnicamente difficoltoso l’acquisto dei propri voli tramite il sito ufficiale ryanair.com, soprattutto quando questi venivano combinati con voli di altri vettori o con servizi turistici aggiuntivi.

Una scelta che, secondo l’Autorità, ha inciso direttamente sulla libertà commerciale delle agenzie e sulla struttura concorrenziale del mercato.

Dalle prime restrizioni ai blocchi sistematici

Le prime valutazioni interne della compagnia risalirebbero alla fine del 2022, per poi tradursi, dalla primavera del 2023, in misure sempre più incisive. In una fase iniziale sono state introdotte procedure di riconoscimento facciale rivolte ai passeggeri che avevano acquistato biglietti tramite agenzia.

Successivamente, tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, Ryanair avrebbe adottato strumenti ancora più rigidi, come il blocco totale o intermittente delle prenotazioni, l’inibizione dei pagamenti e la cancellazione massiva di account riconducibili alle OTA.

Accordi imposti e pressione commerciale

Nel corso del 2024 la strategia si sarebbe ulteriormente irrigidita, con l’imposizione di accordi di partnership alle OTA e di contratti Travel Agent Direct alle agenzie fisiche. Intese che, secondo l’Antitrust, limitavano fortemente la possibilità di offrire i voli Ryanair all’interno di pacchetti turistici più ampi.

A rafforzare questa linea, anche una pressione commerciale esplicita, fatta di blocchi intermittenti delle prenotazioni e di una campagna comunicativa aggressiva contro le agenzie non allineate, pubblicamente etichettate come “OTA pirata”.

Le API e il cambio di rotta

Solo nell’aprile 2025, con la messa a disposizione della soluzione whitelabel iFrame e l’integrazione delle API, Ryanair ha introdotto strumenti tecnologici che, se correttamente utilizzati, possono ricreare condizioni di concorrenza più equilibrate nel mercato dei servizi turistici.

Fino a quel momento, però, le condotte contestate sarebbero state idonee e concretamente capaci di ostacolare le vendite delle agenzie, incidendo anche sulla loro visibilità online e capacità di attrarre traffico.

I riflessi sul mercato e sui consumatori

Per l’Autorità, le pratiche messe in atto da Ryanair hanno avuto l’effetto di ridurre la concorrenza, sia diretta sia indiretta, esercitata dalle agenzie di viaggio. Una compressione che si è tradotta in una minore varietà e qualità dell’offerta turistica, con conseguenze negative per i consumatori, privati della possibilità di accedere a soluzioni più competitive e integrate.

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