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14 Gennaio 2026
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La Vibonese è un caso politico, Colelli sbatte la porta in faccia ai “forestieri”. Appello al sindaco: “La squadra torni alla città”

Dopo l’addio di Esposito e Licursi, il capogruppo Pd attacca frontalmente la proprietà: “Parentesi tragicomica finita, cercavano solo plusvalenze. Ora fuori i mercanti dal tempio”

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La crisi tecnica era solo la punta dell’iceberg; ora esplode il caso politico e societario. Il terremoto che ha colpito la Vibonese nelle ultime ore, culminato con le dimissioni del tecnico Raffaele Esposito e del suo vice Tommaso Licursi, ha scoperchiato il vaso di Pandora di un malcontento che covava da mesi tra i corridoi di Palazzo Luigi Razza e gli spalti dello stadio.

Il parallelo con il caso Parma

A farsi portavoce della rabbia della piazza è Francesco Colelli, consigliere comunale e capogruppo del Partito Democratico, che non usa giri di parole per definire l’attuale gestione societaria. Un attacco frontale che mette nel mirino una dirigenza definita “improvvisata e anonima”.

“Possiamo tranquillamente dire che questa strana, fugace e tragicomica presenza di improvvisati soggetti a Vibo possa dirsi conclusa”, esordisce Colelli. –  Qualche mese fa paragonai questa dirigenza a Manenti a Parma e oggi ne sono sempre più convinto. Sono sicuro che questa operazione, dubbia, meriterebbe l’attenzione di “’altri’”.

Stop alla caccia alle plusvalenze

Secondo Colelli, il progetto sportivo sarebbe stato messo in secondo piano rispetto a logiche meramente finanziarie, trasformando il club in un laboratorio di ingegneria contabile piuttosto che in un presidio del territorio. Il consigliere invoca una vera e propria rivoluzione identitaria per evitare il baratro: “Oggi bisogna salvare la Vibonese e per farlo servono i vibonesi, come sempre – insiste Colelli -. Il primo passo è mandare via chi pensava di trasformare lo sport cittadino in uno strumento per generare plusvalenze. Non siete più i benvenuti a Vibo”.

L’appello alle istituzioni

Il futuro del club, secondo l’esponente dem, passa ora da un intervento d’urgenza del primo cittadino. L’obiettivo è chiaro: resettare la governance e affidare il titolo sportivo a mani locali, capaci di garantire serietà e attaccamento alla maglia. “Subito la società al sindaco, che si prodighi a cercare chi ha la volontà di spendersi realmente per la squadra della nostra città. La Vibonese deve tornare ai vibonesi”, conclude Colelli.

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