Il processo di primo grado nei confronti dell’imprenditore Saverio Giampà e altre tre persone si è concluso con tre condanne e una assoluzione. I quattro erano accusati a vario titolo di intestazione fittizia di società, detenzione e porto abusivo di armi e tentata estorsione.
I fatti
La vicenda risale all’estate del 2024, quando la Dia aveva arrestato Giampà e alcune persone a lui vicine. Le ipotesi erano che l’imprenditore originario di Catanzaro avesse intestato delle gelaterie a nome di una prestanome e che qui rinvestisse del denaro di provenienza illecita. Inoltre, all’imprenditore oggi 61enne era stata contestato anche il tentativo di estorsione nei confronti di un altro imprenditore, titolare di una gelateria, che però si era rivolto alle forze dell’ordine e lo aveva denunciato.
Il processo
Nel processo che si è tenuto oggi, martedì 13 gennaio, il collegio presieduto dal giudice Fabio Cosentino ha condannato Giampà a sette anni di reclusione; la donna accusata di fargli da prestanome a due anni e tre mesi e un terzo imputato a due anni e sei mesi. L’ultimo imputato, invece, è stato assolto. Lo riporta l’agenzia Dire. (Bologna Today)









