× Sponsor
4 Marzo 2026
6.9 C
Calabria
spot_img

Sanità, la Calabria fallisce l’esame Lea. Il report Gimbe certifica la crisi con un punteggio di 177 su 300 nel 2023

Nel 2023 la regione resta lontana dalla media nazionale. Nino Cartabellotta avverte il Senato: "Equiparare Lea e Lep accelera l'autonomia differenziata e aumenta le diseguaglianze".

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Il sistema sanitario italiano continua a mostrare fratture profonde. Secondo i dati relativi al 2023, l’ultimo anno disponibile, ben otto Regioni non sono risultate adempienti ai Lea. Per essere considerati in regola, gli enti regionali devono raggiungere una soglia minima di 60 punti su 100 in ciascuna delle tre macro-aree monitorate: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera.

Il quadro complessivo rivela un’Italia spaccata. A fronte di una media nazionale di 226 punti su un totale di 300, il divario territoriale è netto: mentre Veneto e Toscana brillano superando quota 280, diverse realtà del Mezzogiorno, tra cui la Calabria, non riescono a toccare nemmeno la soglia dei 200 punti.

L’allarme di Gimbe in Senato: il rischio dell’autonomia differenziata

Le criticità sono state illustrate dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, durante un’audizione in Commissione Affari costituzionali del Senato, nel contesto dell’esame del DDL delega n. 1623 per la determinazione dei Lep (Livelli essenziali delle prestazioni).

Cartabellotta ha espresso forte preoccupazione per la strategia dell’esecutivo, sottolineando che i Lep “non coincidono con i Livelli essenziali di assistenza (Lea), né sul piano normativo né su quello sostanziale”. Secondo il presidente di Gimbe “la scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze”.

Il caso Calabria: i numeri di un sistema in crisi

In Calabria la situazione appare particolarmente allarmante. Nel 2023 la Regione ha totalizzato complessivamente 177 punti, posizionandosi molto al di sotto della media italiana (226). Una nota della Fondazione chiarisce che la Regione risulta inadempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia, evidenziando deficit strutturali in tutti i comparti osservati:

Prevenzione collettiva e sanità pubblica: 68 punti (30 in meno rispetto ai primatisti Veneto e Provincia autonoma di Trento);

Assistenza distrettuale: 40 punti (con un distacco di 56 punti rispetto al Veneto);

Assistenza ospedaliera: 69 punti (28 in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento).

Questi punteggi confermano le difficoltà di un territorio che fatica a garantire i servizi minimi ai propri cittadini, restando fanalino di coda in settori chiave come la medicina territoriale e i servizi di prevenzione.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE