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11 Marzo 2026
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Glicine: 18 di nuovo sul banco degli imputati tra imprenditori, ex sindaco e sodali di ‘ndrangheta del Crotonese (NOMI)

La Dda di Catanzaro ha proposto appello contro otto assoluzioni sentenziate in primo grado, chiedendo un aggravio di pena per altri otto imputati

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Davanti ai giudici della Corte di appello di Catanzaro si dovranno presentare diciotto dei ventiquattro imputati, giudicati con rito abbreviato nell’ambito del processo Glicine, nato dall’inchiesta della Dda di Catanzaro, che ha portato al maxi blitz scattato il 27 giugno del 2023 con l’esecuzione di 43 misure cautelari.

La Dda chiede di ribaltare il verdetto assolutorio

La Dda di Catanzaro ha appellato la sentenza emessa a maggio dello scorso anno dal gup distrettuale Sara Merlini (LEGGI) contro nove assoluzioni. Si tratta dell’ex sindaco di Rocca di Neto ed ex consigliere regionale Alfonso Dattolo, dell’ex direttore amministrativo dell’Asp di Crotone Francesco Masciari, gli imprenditori Saverio Danese, Salvatore Mazzotta, Sandro Oliverio Megna, Antonio Pagliuso, Giuseppe Villirillo, Pietro Talarico e il manager della Comieco Alessandro Vescio. Ha inoltre chiesto un aggravio di pena per otto imputati:Cesare Carvelli (condannato in primo grado a 6 anni e 8 mesi) Pietro Curcio condannato a 6 anni e 8 mesi); Roberto Lumare 8 anni; per Salvatore Lumare 6 anni e 8 mesi; Mario Megna, 16 anni; Santa Pace 6 anni e 8 mesi, Giacomo Pacenza 12 anni per Maurizio del Poggetto, (condannato in primo grado a 12 anni di reclusione) per il riconoscimento del ruolo di organizzatore e non di solo partecipe della cosca Megna di Papanice. Nessun appello della Procura per Rosa Megna che in primo grado ha incassato una pena a 8 anni di reclusione. La prima udienza di appello si terrà il prossimo 16 aprile e i giudici nel contraddittorio tra accusa e difesa, dovranno decidere se accogliere o meno le richieste della Direzione distrettuale antimafia

Le accuse

Gli imputati devono difendersi a vario titolo di associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravata dalle finalità mafiose, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, trasferimento fraudolento di valori, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, turbata libertà degli incanti, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio.

Il comitato affaristico 

L’inchiesta ruota intorno ad un comitato affaristico, legato in alcuni casi alle cosche di ‘ndrangheta, in grado di mettere a punto strategie orientate a garantire posti decisivi a persone gradite, individuando anche le ditte amiche verso cui dirigere i favori. Nel corso del maxi blitz furono svelati i sofisticati interessi criminali della cosca Megna di Crotone, in grado di reclutare hacker tedeschi per muovere cifre a sei zeri attraverso il trading clandestino on line.

Parti civili

Sono quattro le parti civili: il Ministero dell’Interno, la Regione Calabria, il Comune di Crotone e il Forum delle associazioni antiusura. 

 Il collegio difensivo

Impegnati nel processo di appello con rito abbreviato tra gli altri, gli avvocati Vincenzo Cicino, Vincenzo Garrubba, Gregorio Viscomi, Aldo Ferraro, Giovanni Merante, Roberto Coscia, Mario Germinara, Vincenzo Ioppoli, Fabrizio Costarella, Giuseppe Pitaro, Sergio Rotundo, Fabrizio Salviati, Aldo Truncè.

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