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4 Marzo 2026
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Anteo, la Cassazione chiude il cerchio: regge l’impianto della Dda di Catanzaro. Assoluzione definitiva per un imputato

Il blitz, scattato nel 2021, aveva portato all’arresto di 30 persone operanti nell’entroterra Soveratese con diramazioni nel basso Jonio catanzarese e nelle province di Vibo Valentia e di Reggio Calabria

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La seconda sezione penale della Suprema Corte di Cassazione ha rigettato la maggior parte dei ricorsi relativi all’Operazione “Anteo”. Unico ricorso accolto quello nell’interesse di Vincenzo Manno, difeso dall’avvocato Arturo Bova, per il quale è stata annullata senza rinvio la sentenza della Corte di Appello di Catanzaro con conseguente assoluzione definitiva dell’imputato. Dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal Procuratore Generale avverso la sentenza di assoluzione di Nensy Vera Chimirri.

Le accuse

Regge pertanto l’impianto accusatorio della Dda di Catanzaro che aveva portato nel 2021 all’arresto di circa 30 persone con l’accusa di associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, estorsione aggravata, detenzione e porto abusivo di armi clandestine e da guerra, furto, ricettazione e altro. Le indagini erano state avviate a partire dal marzo 2017 dalla Compagnia dei Carabinieri di Soverato e dirette dai Sostituti Procuratori Antimafia Deborah Rizza e Stefania Paparazzo, coordinati dall’allora Procuratore Capo Nicola Gratteri e dal Procuratore Aggiunto Vincenzo Capomolla.

Il blitz

Il blitz era scattato nella primavera del 2021 e aveva portato all’arresto di 30 persone operanti nell’entroterra soveratese, in particolare nel comprensorio di Chiaravalle e paesi limitrofi, con diramazioni nel Soveratese e nel basso Jonio catanzarese e nelle province di Vibo Valentia e di Reggio Calabria.

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