La Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro patrimoniale da oltre 7 milioni di euro nei confronti di Leonardo Sacco, ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto ed ex vice governatore nazionale. I sigilli hanno riguardato 22 unità immobiliari e 10 appezzamenti di terreno, direttamente o indirettamente riconducibili all’indagato. L’operazione è stata condotta dai finanzieri del Servizio Centrale I.C.O. e del Comando provinciale di Catanzaro, in esecuzione di un decreto emesso dal Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.
Il sequestro di prevenzione
Il provvedimento è stato disposto ai sensi del d.lgs. 159/2011 (Codice antimafia) nei confronti di un soggetto ritenuto connotato da pericolosità sociale qualificata. Al centro degli accertamenti, una evidente sproporzione tra il valore dei beni accumulati e i redditi dichiarati in diverse annualità.
Broker della cosca
Secondo gli inquirenti, Sacco sarebbe stato il regista finanziario del sistema che avrebbe consentito alla cosca Arena di lucrare sul sistema dell’accoglienza. Nel giudizio d’appello bis è stato condannato a 8 anni per associazione mafiosa, truffa e trasferimento fraudolento di valori.
Il business dell’accoglienza
Le indagini ricostruiscono un meccanismo fraudolento legato alla gestione del Centro di accoglienza “Sant’Anna” di Isola Capo Rizzuto, una delle strutture per migranti più grandi d’Europa. Secondo l’accusa, sarebbero stati distratti fondi pubblici per circa 36 milioni di euro nell’arco di 15 anni, in parte dirottati a beneficio del sodalizio mafioso.
Indagini patrimoniali minuziose
Gli accertamenti economico-patrimoniali, coordinati dalla Dda e svolti dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catanzaro insieme al Servizio Centrale I.C.O., hanno già portato in precedenza a sequestri per oltre 9 milioni nei confronti di altri soggetti coinvolti.
Il sequestro odierno resta sub iudice: seguirà il contraddittorio davanti alla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catanzaro, chiamata a valutare i presupposti per l’eventuale confisca definitiva.









