Farmaci e presidi sanitari, con tanto di camici, aghi, guanti, destinati al reparto di Oculistica dell’ospedale Pugliese di Catanzaro e trasferiti tutti in via Alberti, utilizzati in un più lucrativo studio privato, trasformato in una vera e propria sala operatoria, senza autorizzazione alcuna, dirottando le risorse pubbliche per scopi personali. Con le accuse a vario titolo di peculato e truffa ai danni dello Stato, favoreggiamento personale e reale, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, il procuratore aggiunto Giulia Pantano e il magistrato Domenico Assumma hanno chiesto il rinvio a giudizio per 7 indagati tra camici bianchi, professionisti e un carabiniere. Si tratta del dirigente medico del reparto di Oculistica del Pugliese-Ciaccio Marco Scicchitano, di Catanzaro; dei due infermieri Riccardo Sperlì e Anna Rita Procopio, entrambi di Davoli; dell’imprenditore cosentino Maurizio Gigliotti; dell’avvocato Antonio Torchia, di Catanzaro; dell’amministratore unico di un centro polispecialistico Melania Musso, di Sellia Marina e del carabiniere Ugo Salvatore Vescio, di Lamezia Terme. Rispetto all’avviso di conclusione delle indagini non compaiono più nella richiesta di rinvio a giudizio i capi di imputazioni relativi all’associazione e singole ipotesi di peculato confluiti in un’altra inchiesta (LEGGI)
Il ruolo di Schicchitano, infermieri e imprenditore
Scicchitano e gli infermieri professionali Procopio e Sperlì nella loro qualità di incaricati di pubblico servizio, in quanto tutti appartenenti a personale medico o paramedico in servizio nell’azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, si sarebbero appropriati di due cryo treq del valore economico complessivo di euro 851,56 che avrebbero consegnato ad un Centro Polispecialistico per il loro utilizzo sanitario. E in questo sarebbero stati aiutati da Maurizio Gigliotti, operante nella fornitura di servizi e prodotti nel campo dell’oftalmologia, fornitore di lenti intraoculari da impiantare nell’occhio del paziente. Avrebbero portando via materiale medicale vario, tra cui camici, guanti, aghi, siringhe, provette, medicinali, bisturi per un valore economico di euro 5.804,48, 12 lentine, confezioni sterili sigillate contenenti materiale TTR-tessuti tecnici riutilizzabili: kit copertura, kit telino poliestere, kit camice, kit telo madre.
Il reparto di Oculistica del Pugliese sarebbe stata la “fonte di approvvigionamento” per il funzionamento dello studio privato e per l’esecuzione di tutte le prestazioni sanitarie erogate, omettendo di versare nelle casse dell’azienda ospedaliera i compensi ricevuti dallo svolgimento di attività professionale in regime di intramoenia allargata.
Il consiglio del carabiniere di nascondere tutto
Durante un blitz del Nas dei Carabinieri di Catanzaro avvenuto il 5 novembre 2022 in un centro polispecialistico, sono stati trovati due cryo tec di proprietà dell’azienda ospedaliera Pugliese- Ciaccio. Scicchitano avrebbe contattato Ugo Vescio, all’epoca dei fatti colonnello medico dell’Arma dei Carabinieri per ottenere eventuali informazioni riservate sullo sviluppo dell’attività investigativa. Avrebbe informato l’amico dei materiali medicali, dei dispositivi medici e dei farmaci sottratti dal reparto di oculistica dell’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro e portati nello studio medico privato di via Alberti . Eil militare avrebbe consigliato Schicchitano di nascondere tutti gli apparecchi e i prodotti medici, spostandoli in altro sito, rendendosi diponibile a rivelare ulteriori dettagli in merito all’indagine. E Gigliotti, amministratore dell’azienda Emmegi Hospital srl avrebbe garantito il suo supporto consigliando la creazione di documentazione falsa per “giustificare” la provenienza dei due dispositivi, concorrendo a pianificare le operazioni di occultamento di tutto il materiale medicale presente nello studio medico del dottor Scicchitano.
Il ruolo dell’avvocato
E qui entra in scena l’avvocato Torchia che avrebbe aiutato materialmente Scicchitano e i due infermieri a spostare tutto il materiale dallo studio privato di via Alberti in un immobile sito in via Veneto, dove Scicchitano aveva una cantina.
Documento falso per giustificare prelievi di macchinari
Melania Musso, dopo il ritrovamento da parte del Nas dei due cryo tec nei locali del poliambulatorio, li avrebbe aiutati ad eludere le attività investigative, utilizzando un falso documento, formato materialmente dalla Procopio. Un atto con l’intestazione dell’Azienda Sanitaria Pugliese-Ciaccio di Catanzaro e la dicitura ‘In data odierna 1 giugno 2022 si consegnano in prestito 2 cryo tec al centro polispecialistico. Documento riportante il timbro ad inchiostro dell’“Azienda Ospedaliera “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro con apposta una firma illeggibile, risultata essere, dai successivi accertamenti svolti, apocrifa, e trasmessa il 9 novembre di quello stesso anno al Reparto del Nas, per “giustificare” il prelievo dei macchinari dall’ospedale pubblico per evitare che il medico e gli infermieri fossero incriminati. L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato agli indagati nel mese di maggio e adesso si attendono le ulteriori determinazioni della Procura.
La parola passa al gup
Il gup del Tribunale Giada Maria Lamanna ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo 9 aprile e nel contraddittorio tra accusa e difesa, rappresentata dagli avvocati difensori, Eugenio Felice Perrone, Teresa Matacera, Pietro Pierugini, Mario Murone, Francesco Iacopino, Domenico Carbone, Giovanni Canino,Nadia Maria Mercuri, deciderà se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura.









