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4 Marzo 2026
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“Non è legalità, è accanimento”: bufera sulle multe a Cropani, l’attacco del Codacons

Verbali difesi nonostante rilievi e indagini, cittadini costretti ai ricorsi e telefonate registrate senza consenso. Il Codacons accusa il Comune: “Così si mina la fiducia nelle istituzioni”

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A Cropani la parola trasparenza rischia di restare uno slogan. A sostenerlo è il Codacons, che punta il dito contro l’amministrazione comunale per la gestione delle multe elevate con strumenti fuori norma.

Secondo l’associazione dei consumatori, dietro comunicati rassicuranti e dichiarazioni di collaborazione si nasconderebbe una realtà fatta di resistenze, difese d’ufficio e cittadini lasciati ad affrontare da soli un contenzioso evitabile.

Verbali difesi fino all’ultimo, nonostante i rilievi

Il nodo, per il Codacons, non è soltanto giuridico ma profondamente morale. Se il Comune era a conoscenza dei rilievi della Prefettura e delle indagini della magistratura, perché – si chiede l’associazione – fino a ottobre 2025 i funzionari hanno continuato a chiedere il rigetto dei ricorsi?

Una scelta che avrebbe costretto padri e madri di famiglia a sostenere spese legali, solo per ottenere il riconoscimento di diritti che l’Ente avrebbe dovuto tutelare d’ufficio, senza trascinare i cittadini davanti ai giudici.

“Non è interesse pubblico, è accanimento”

Parole durissime arrivano dall’avvocato Francesco Di Lieto, che parla apertamente di accanimento burocratico. Difendere verbali generati da dispositivi non conformi, mentre la magistratura avvia accertamenti, non sarebbe tutela dell’interesse pubblico ma una forma di ostinazione amministrativa che logora il rapporto tra istituzioni e cittadini.

Un atteggiamento che, secondo il Codacons, finisce per trasformare la legalità in uno strumento difensivo, anziché in un valore da praticare quotidianamente.

Telefonate registrate e clima di sospetto

A rendere il quadro ancora più critico è il metodo di confronto denunciato dall’associazione. Di Lieto racconta di essere stato invitato a contattare con urgenza il sindaco, salvo poi accorgersi che la conversazione veniva registrata automaticamente senza consenso.

Un episodio che il Codacons definisce grave, lontano da ogni canone di eleganza istituzionale, e sintomatico di un clima in cui il dialogo viene vissuto come uno scontro, non come un confronto trasparente.

Rimborsi, verità sui costi e fine del contenzioso

Il Codacons non accetta rassicurazioni tardive né prese di distanza di facciata. Se il Comune si ritiene davvero parte lesa nei confronti dei fornitori dei dispositivi contestati, deve dimostrarlo con atti concreti.

Secondo l’associazione, è necessario chiudere definitivamente il contenzioso, restituire le somme incassate con strumenti non a norma e fare chiarezza sui costi sostenuti, perché i cittadini hanno il diritto di sapere come vengono spesi i soldi pubblici.

“La legalità non si esibisce, si pratica”

Il Codacons ribadisce che non si tratta di una crociata contro il Comune, ma di una battaglia a difesa della dignità dei cittadini. Da ora in avanti, annuncia l’associazione, niente più telefonate o contatti informali: il confronto passerà solo attraverso atti ufficiali, PEC e, se necessario, i giudici della Corte dei Conti.

La conclusione è netta e amara: la legalità non è un abito della domenica da indossare nei comunicati, ma una pratica quotidiana che, secondo il Codacons, a Cropani finora è mancata.

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