Nel 2026 il panorama dei bonus statali cambia volto. Alcune misure vengono confermate, altre archiviate definitivamente, mentre nuovi incentivi entrano timidamente in scena. Il risultato è un sistema più ristretto, che punta soprattutto su casa e bollette, lasciando fuori interventi che negli ultimi anni avevano avuto un forte impatto sociale ed economico.
A fare il punto è Assoutenti, che ha pubblicato una guida aggiornata con agevolazioni attive, requisiti e modalità di accesso per il prossimo anno.
Bollette più leggere: confermati bonus energia e gas
Tra le misure che sopravvivono al 2026 restano i bonus sociali su luce e gas, destinati ai nuclei familiari in difficoltà economica. Per le famiglie composte da uno o due componenti, il bonus sociale energia garantisce un beneficio annuo pari a 146 euro, mentre il bonus gas continua a variare in base al numero dei componenti e alla zona climatica.
Un sostegno che, pur ridimensionato rispetto al passato, resta centrale in una fase in cui il costo delle utenze domestiche continua a pesare sui bilanci familiari.
Casa e ristrutturazioni: le detrazioni restano, ma ridotte
Confermato anche il bonus ristrutturazione, che nel 2026 mantiene la detrazione fiscale spalmata in 10 anni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Per le abitazioni principali, la detrazione resta al 50%, con un tetto massimo di spesa fissato a 96.000 euro.
Per le seconde case e gli altri immobili, invece, lo sconto fiscale scende al 36%, segnando una differenziazione sempre più netta tra prima casa e investimenti immobiliari.
I bonus cancellati: addio superbonus, sport e barriere
Il 2026 segna però anche una serie di addii pesanti. Esce definitivamente di scena il superbonus, misura simbolo delle politiche edilizie degli ultimi anni. Sparisce anche il bonus sport, che garantiva un contributo da 300 euro per le attività sportive o ricreative extrascolastiche dei ragazzi tra 6 e 14 anni.
Cancellato anche il bonus barriere architettoniche, che prevedeva una detrazione del 75% in 10 anni per gli interventi destinati all’eliminazione degli ostacoli per persone con disabilità. Una scelta che rischia di avere ricadute sociali significative, soprattutto per le famiglie più fragili.









