La Vibonese tenta di voltare pagina e lo fa nel teatro più complicato possibile. La nuova gestione tecnica prende ufficialmente forma questo pomeriggio al “Granillo”, dove i rossoblù affronteranno una Reggina lanciatissima in una giornata carica di significati simbolici per la tifoseria amaranto. È il debutto di Antonello Capodicasa, scelto dal direttore sportivo Angelo Costa per rimpiazzare Raffaele Esposito dopo la separazione consensuale dei giorni scorsi.
Il neo-allenatore non nasconde le difficoltà del momento: “È una Vibonese che ha vissuto un periodo altamente intenso negli ultimi due mesi. Sicuramente è un lavoro intenso da fare, soprattutto a livello mentale”.
Condizione atletica e fragilità caratteriale
Nonostante la crisi di risultati, Capodicasa respinge con fermezza l’idea di una squadra allo sbando tecnico. “È una squadra molto seduta, non si vince da undici settimane, però è una squadra allenata bene. Nonostante i risultati non ha problemi di condizione” ha spiegato il tecnico. Il vero nodo da sciogliere riguarda l’aspetto emotivo: “È una squadra da bilanciare sul profilo caratteriale” ha puntualizzato, ricordando che “essendo molto giovane, solitamente i giovani sono facili a riesaltarsi”.
Paradossalmente, la cornice del “Granillo” potrebbe giocare a favore dei rossoblù secondo il tecnico: “Una partita del genere si prepara da sola: è un moltiplicatore di concentrazione”. In questi primi giorni, Capodicasa ha scelto la strategia della sobrietà comunicativa: “Ho detto pochissime cose, in una situazione del genere è impensabile dire troppo. La prima cosa che ho detto è che qualsiasi allenatore è niente senza la collaborazione dei giocatori”.
Ricostruire il legame con la tifoseria
Uno dei punti cardine del nuovo corso sarà il riavvicinamento a una piazza delusa. Capodicasa è consapevole che il consenso vada riconquistato sul campo: “Il legame si cuce con le prestazioni. Non deve essere la squadra a pretendere di essere trascinata”. La ricetta proposta è pragmatica: “Quando un tifoso vede un calciatore sudare la maglia, un gruppo compatto e coeso, poi il tifoso arriva”.
In vista del derby calabrese, la mentalità richiesta è all’insegna del sacrificio: “Sono partite dove c’è la prova dello spirito di gruppo. Umiltà, fare le cose semplici ed essere compatti”. Per ora, i segnali dal campo sembrano positivi: “Ho trovato un gruppo che si sta mettendo a disposizione”.









