Il verdetto del campo è stato spietato: il derby calabrese va al Crotone, che si impone su un Cosenza apparso lontano parente della squadra ammirata a Salerno. In uno stadio sempre più deserto, i rossoblù hanno offerto la peggiore prestazione stagionale, palesando un’apatia preoccupante. Nonostante le pesanti assenze di Mazzocchi, Kouan e Florenzi, a colpire è stata la totale incapacità di reazione degli uomini di Buscè, praticamente spariti dal campo dopo lo svantaggio iniziale.
I numeri certificano la crisi: terza gara consecutiva senza reti all’attivo e quarta sconfitta casalinga della stagione (la seconda di fila dopo il ko interno contro il Monopoli). Con la vetta ormai lontana 11 punti e un mercato ancora da definire, il Cosenza si proietta verso le sfide cruciali contro Catania e Casertana con il morale ai minimi termini.
L’analisi di Buscè: “Siamo stati invisibili“
Buscè ha analizzato la sconfitta con estrema lucidità, senza nascondersi dietro giustificazioni di circostanza. “Siamo stati una squadra invisibile, troppo brutti per essere veri” ha detto il tecnico, riconoscendo i meriti di un Crotone superiore per fisicità e cattiveria agonistica: “Il Crotone arrivava sempre primo sulla palla, sulle corse, sulle rincorse. Non è l’ultima arrivata ed ha giocatori importanti che sanno giocare a calcio”.
Secondo l’allenatore, il blackout totale è avvenuto dopo la prima rete incassata: “Bisogna dare atto che il Crotone è stato molto più bravo di noi, ha meritato di vincere. E noi ci abbiamo messo tanto del nostro. L delusione è grande. Perdere contro il Crotone può capitare, ma non nel modo in cui è successo”.
Niente alibi societari e il nodo attacco
Buscè ha stroncato sul nascere ogni tentativo di collegare la prestazione alle recenti vicende societarie, come l’addio del dg Gualtieri e dello storico magazziniere Vommaro: “Non cerchiamo situazioni che non esistono. La squadra deve isolarsi e pensare solo al campo. Cercare scuse fuori dal rettangolo di gioco sarebbe da ipocriti e da stupidi”.
Il tecnico ha poi affrontato i problemi tattici, sottolineando quanto pesi l’assenza di Mazzocchi, unico elemento in grado di dare profondità e far salire il baricentro. L’esperimento di Emmausso come “falso nove” pensato per togliere riferimenti, è fallito per mancanza di mordente collettivo.
Verso Catania: caccia al riscatto
Il calendario non permette pause. La trasferta di Catania diventa ora un esame fondamentale per il futuro dei lupi. “Spero sia solo un caso isolato perché dopo la bella prestazione di Salerno ritrovarsi così, sotto tutti i punti di vista, è una cosa che mi preoccupa – ha ammonito Buscè – Dobbiamo rialzare la testa e capire perché alla prima difficoltà siamo spariti. A Catania servirà un Cosenza di spessore, quello che abbiamo visto a Salerno e che è mancato”.









