Si è concluso il processo di primo grado nei confronti delle insegnanti e di una collaboratrice scolastica di una scuola dell’infanzia di Lamezia Terme, il plesso Donnamazza della “S. Gatti”, imputate a vario titolo dei reati di maltrattamenti ai danni dei bambini che frequentavano quell’istituto (tutti di età compresa fra i 3 ai 5 anni di) e di falso ideologico nella compilazione dei registri attestanti le presenze in classe.
Le pene inflitte
Il Tribunale di Lamezia Terme, in persona del dott. Rosario Aracri, dopo una articolata istruttoria dibattimentale fatta di perizie, esame degli agenti del Commissariato di Polizia di Lamezia Terme diretti dalla dott.ssa Ventriglia, di specialisti e dei familiari dei bambini maltrattati, ed all’esito di una lunga camera di consiglio di tre ore, ha condannato le imputate: Rosina Coccimiglio (difesa dagli avvocati Pino Spinelli e Salvatore Cerra) a 2 anni 5 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di maltrattamenti. Secono il Tribunale, quale insegnante, avrebbe maltrattato – questa è l’imputazione- gli alunni loro affidati per ragioni di istruzione, per le lesioni arrecate ad uno dei piccoli alunni, e per falso ideologico, perché alcuni giorni avrebbe attestato falsamente, nel registro di classe, la presenza di alunni in realtà assenti; Maria Pulice (difesa dall’avv. Antonio Larussa) a 2 anni di reclusione per il reato di maltrattamenti perché, in qualità di ausiliario scolastico, non avrebbe impedito le condotte della Coccimilgio, ed avrebbe anch’ella percosso i bambini – si legge nell’imputazione- urlando loro per zittirli o impedirgli di alzarsi; Caterina Criniti (difesa dall’avv. Massimiliano Carnovale) ad 1 anno, 9 mesi e giorni 10 di reclusione perché ritenuta responsabile di falso ideologico rispetto alla compilazione del registro di classe ed alla rilevazione delle presenze di alunni in realtà assenti. Nel contempo, le imputate Coccimilgio e Criniti sono state assolte rispetto al reato di falso in relazione a talune specifiche giornate, nelle quali il contenuto dei registri corrispondeva al vero.
Pubblico ministero e parti civili
All’udienza di ieri il Pubblico Ministero Arcuri ha preso la parola replicando alle conclusioni rassegnate, alla scorsa udienza, dai difensori delle imputate, cui poi è seguito l’intervento dell’avv. Aldo Ferraro in difesa di alcuni genitori di bambini maltrattati, costituiti parte civile nel processo, ed infine è intervenuto l’avv. Spinelli in difesa dell’imputata Coccimiglio, ribadendo le conclusioni già rassegnate.
Il risarcimento danni
Con la sentenza, il Giudice ha altresì condannato le imputateal risarcimento dei danni nei confronti dei genitori dei piccoli alunni maltrattati, da liquidarsi in separato giudizio civile, riconoscendo a loro favore una provvisionale di 2.000,00 euro ciascuna posta a carico del Ministero dell’Istruzione, che in questo processo era stato citato dai difensori di parte civile (Avv. Aldo Ferraro, Valentina Falvo, Michele Cerminara, Giuseppe De Blasi, Lucio Canzoniere, Rosario Perri) quale responsabile civile per la condotta delle imputate. Vista la complessità del processo ed il tenore delle questioni giuridiche trattate, dovranno attendersi 90 giorni per il deposito delle motivazioni.









