La Rsa di Girifalco resta formalmente accreditata, ma da oltre un decennio non accoglie nuovi pazienti. Una situazione che il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, definisce insostenibile e sulla quale chiede chiarimenti con una interrogazione a risposta scritta rivolta al presidente della Giunta regionale, nella sua qualità di Commissario ad acta per la sanità.
“La Rsa di Girifalco non può restare una struttura formalmente accreditata ma di fatto svuotata della sua funzione”, afferma Bruno, sollecitando un intervento immediato da parte della Regione.
Ricoveri fermi dal 2010 nonostante l’accreditamento
Secondo quanto ricostruito nell’atto ispettivo, i ricoveri sarebbero bloccati dal 2010, nonostante la struttura risulti accreditata ex lege, come più volte attestato dall’Asp di Catanzaro.
“Siamo di fronte a un paradosso che va affrontato e risolto – sottolinea il consigliere regionale – perché sta producendo effetti pesanti sia sul piano dell’assistenza che su quello occupazionale”.
Meno pazienti, meno personale: il rischio chiusura
Il prolungato stop ai ricoveri avrebbe avuto conseguenze dirette anche sull’organizzazione interna della Rsa.
“Il blocco ha determinato una progressiva riduzione dei pazienti ospitati e, di conseguenza, una contrazione dell’organico”, evidenzia Bruno, spiegando che diversi lavoratori hanno chiesto il trasferimento, anche per il timore che la struttura possa andare incontro a una chiusura di fatto per mancanza di utenza.
“Riattivare i ricoveri è il punto di partenza”
Per il capogruppo di “Tridico Presidente” il nodo centrale resta uno solo.
“La riattivazione dei ricoveri è il punto da cui ripartire – afferma – perché solo così sarà possibile rilanciare la struttura e affrontare anche il tema del personale, che oggi continua a garantire il servizio con grande senso di responsabilità, spesso sostenendo carichi di lavoro al limite di quanto previsto dal contratto”.
Le richieste alla Regione: chiarimenti e tavolo urgente
Con l’interrogazione, Bruno chiede alla Regione di chiarire le ragioni amministrative, organizzative o sanitarie che hanno portato al blocco dei ricoveri e di indicare quali iniziative urgenti si intendano adottare per sbloccare la situazione.
“Ho chiesto anche se sia previsto un piano di rilancio della Rsa – aggiunge – e se non si ritenga necessario convocare con urgenza un tavolo di confronto con Regione, Asp, Comune di Girifalco, rappresentanze dei lavoratori e associazioni del territorio”.
“Presidio fondamentale per il territorio”
“La Rsa di Girifalco rappresenta un presidio sociosanitario importante per l’area – conclude Enzo Bruno –. Lasciarla in questa condizione significa penalizzare in particolare gli anziani e i lavoratori. È arrivato il momento di dare risposte chiare e assumere decisioni conseguenti”.









