La comunità infermieristica calabrese raggiunge un traguardo di prestigio nelle istituzioni romane. Stefano Moscato, presidente dell’OPI di Vibo Valentia, è stato eletto Tesoriere del Comitato Centrale della FNOPI (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche).
La nomina è stata accolta con entusiasmo dalla presidente dell’OPI di Catanzaro, Giovanna Cavaliere, che insieme al Direttivo e alle Commissioni d’Albo, ha espresso profonde congratulazioni per un risultato che premia anni di attività come consigliere nazionale. Secondo l’Ordine catanzarese, il percorso di Moscato è stato costruito con “competenza, passione e visione”, consolidando la sua figura come punto di riferimento per l’intera categoria.
Evoluzione e futuro della professione
L’elezione di Moscato viene letta non solo come un successo personale, ma come un segnale di rinnovamento per la sanità italiana. L’OPI di Catanzaro sottolinea come il neo-tesoriere abbia saputo interpretare i cambiamenti della professione, spingendo verso: Autonomia professionale: lo sviluppo di ruoli sempre più qualificati e indipendenti.
Supporto ai giovani: la valorizzazione dei nuovi professionisti come risorsa strategica per il futuro della sanità.
Centralità del paziente: l’attenzione costante alla qualità dell’assistenza come cardine dell’agire infermieristico.
Plauso alla guida di Barbara Mangiacavalli
Oltre al riconoscimento per Moscato, l’OPI di Catanzaro ha rivolto un sentito apprezzamento alla presidente nazionale Barbara Mangiacavalli. La sua guida viene definita “autorevole, inclusiva e capace di dare voce agli infermieri italiani in ogni contesto istituzionale”, confermando la solidità del gruppo dirigente che guiderà la Federazione nei prossimi anni.
«Alla presidente Mangiacavalli, a Stefano Moscato e a tutti i componenti della Federazione nazionale, l’augurio di un proficuo lavoro, certi che l’azione della Fnopi continuerà a rafforzare il ruolo, il riconoscimento e il valore della professione infermieristica al servizio dei cittadini”, conclude la nota dell’Ordine di Catanzaro.









