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4 Marzo 2026
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Acqua che non arriva: la Calabria sconta il “peso” delle reti vecchie di mezzo secolo

Sorical interviene dopo i disservizi idrici: non è una crisi di risorsa, ma il risultato di infrastrutture datate, energia instabile e impianti non adeguati al clima che cambia

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La Calabria non è una regione assetata. È questo il punto da cui parte l’intervento di Cataldo Calabretta, amministratore unico di Sorical, chiamato a chiarire le cause dei più recenti disservizi idrici. “La Calabria non soffre per mancanza d’acqua, su questo siamo d’accordo”, afferma. Il problema, spiega, è strutturale: una fragilità accumulata in decenni di scelte e rinvii che oggi presenta il conto attraverso reti obsolete, impianti energivori e sistemi di adduzione e distribuzione progettati per un contesto climatico che non esiste più.

Un’eredità di tubazioni vecchie e impianti sotto stress

Secondo l’amministratore unico, Sorical gestisce oggi «un servizio ereditato in condizioni estremamente critiche». Gli acquedotti, in molti casi, hanno oltre cinquant’anni di vita; mancano ridondanze e sistemi di sicurezza; i campi pozzi risultano spesso non allineati agli standard attuali di affidabilità e sicurezza. A questo si aggiunge l’impatto di eventi meteorologici che non possono più essere definiti eccezionali e che mettono sotto pressione infrastrutture mai progettate per sostenere tali livelli di stress. “In questo quadro – osserva Calabretta –  anche fenomeni esterni incidono pesantemente sulla continuità del servizio”.

Energia, torbidità e guasti: le cause dei blocchi

“Molti blocchi –  prosegue Calabretta -, sono riconducibili a interruzioni dell’energia elettrica, a livelli di torbidità che impediscono la potabilizzazione, oppure a guasti di rete che non dipendono direttamente dalla gestione Sorical”.  “Dire che “l’acqua c’è ma non arriva” è vero – , chiarisce -, ma il motivo non è l’incapacità di chi oggi gestisce il servizio. La causa va ricercata nell’eredità di un sistema non adeguato alle norme attuali, rimasto per troppo tempo senza manutenzione, ammodernamento e pianificazione”.

Gli interventi in corso e i limiti del presente

“Sorical – sottolinea l’amministratore unico -,  sta lavorando insieme ad Arrical, l’ente d’ambito, per rimettere ordine, investire e progettare interventi strutturali capaci di rendere il servizio più resiliente rispetto agli eventi climatici, ormai da considerare ciclici. Un percorso che, tuttavia, non cancella il dato di realtà: intere zone della Calabria continuano a fare i conti con rubinetti a secco in diverse stagioni dell’anno”.

Un quadro tecnico senza scorciatoie

Il quadro delineato da Sorical restituisce una lettura tecnica della crisi idrica calabrese, in cui la disponibilità della risorsa non coincide automaticamente con la capacità di portarla nelle case. Le criticità, come ribadito dall’amministratore unico, restano legate allo stato delle infrastrutture e ai tempi necessari per superare decenni di ritardi accumulati.

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