Alle spalle restano le immagini della violenza del ciclone Harry, che per tre giorni ha investito Sardegna, Sicilia e Calabria con vento, piogge torrenziali e mareggiate. Il primo bilancio consegna un dato netto: non ci sono state vittime. Un risultato che, secondo la Protezione civile, è il frutto del funzionamento del sistema nazionale di previsione e prevenzione, costruito sulla collaborazione tra dipartimenti regionali, prefetture, amministrazioni locali, forze dell’ordine e una rete capillare di volontari.
Spiagge cancellate e infrastrutture distrutte
La conta dei danni è invece ancora aperta e cresce di ora in ora. Le mareggiate, con onde alte come un palazzo di quattro piani, hanno cancellato spiagge, distrutto strade litoranee, devastato porticcioli e spazzato via stabilimenti balneari. Negozi e strutture ricettive lungo le coste risultano gravemente danneggiati. Le prime stime parlano di almeno 2 miliardi di euro: oltre un miliardo in Sicilia, almeno mezzo miliardo in Sardegna, centinaia di milioni in Calabria.
La palla al Governo
Il Consiglio dei ministri tornerà a riunirsi la prossima settimana, dopo aver ricevuto la documentazione completa dalle Regioni, per nominare i governatori commissari per l’emergenza. Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, dopo un sopralluogo in Sicilia tra Santa Teresa Riva (Messina) e Ognina-Catania, ha spiegato che, “dopo una sommaria istruzione del Dipartimento, proporremo la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale insieme alla delibera di una prima risorsa che consentirà agli enti locali di procedere con i primi interventi, come il ripristino della viabilità e la rimozione degli ostacoli“.
“Salvaguardata la vita umana”
A Catanzaro, nel quartiere Lido colpito da una violenta mareggiata, il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano ha parlato di “orgoglio” per l’assenza di vittime. “Non abbiamo avuto nessuna perdita, nessun morto e nessun ferito in un evento che ha devastato il Sud Italia con un impatto sui territori sotto gli occhi di tutti“, ha dichiarato oggi Ciciliano, in qualità di capo del Dipartimento della Protezione civile. «Il primo obiettivo di un sistema di protezione civile maturo è la salvaguardia della vita umana; tutto il resto viene dopo“, ha aggiunto, sottolineando “la necessità di ripristinare rapidamente le aree colpite in vista della stagione estiva e della forte vocazione turistica delle coste”.
Sardegna e Sicilia: emergenza regionale e prime risorse
In Sardegna, la presidente della Regione Alessandra Todde ha dichiarato lo stato di emergenza regionale. “Parliamo di centinaia di milioni di euro di danni infrastrutturali, oltre a quelli ai beni culturali e ambientali: non è una situazione in cui reagire di pancia, bisogna reagire seriamente“, ha affermato, il presidente della Regione Sardegna.
In Sicilia, il governatore Renato Schifani ha convocato la Giunta in seduta straordinaria, deliberando un primo stanziamento di 70 milioni di euro di fondi regionali. Contestualmente ha avviato interlocuzioni per l’accesso al fondo di solidarietà dell’Unione europea e per la riprogrammazione di risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione destinate al post-ciclone. “Non vi lasceremo soli“, ha assicurato Schifani, presidente della Regione Siciliana, rivolgendosi agli imprenditori colpiti. Per la fase della ricostruzione, il governatore guarda alla possibile nomina di un commissario da parte del Cdm per accelerare la spesa, opzione prevista dalla normativa vigente.
Il colpo alla pesca
Pesante anche l’impatto sul comparto ittico. Secondo Confcooperative Fedagripesca, tra imbarcazioni danneggiate, infrastrutture compromesse e mancati guadagni, i danni potrebbero sfiorare i 40 milioni di euro. “Servono interventi urgenti per la messa in sicurezza dei porti pescherecci, che soffrono di criticità strutturali e croniche“, ha dichiarato Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca, chiedendo il rifinanziamento del fondo di solidarietà per il settore, attualmente privo di risorse.
Un bilancio ancora aperto
Mentre proseguono le verifiche tecniche e la quantificazione dei danni, le istituzioni nazionali e regionali si preparano alla fase degli interventi urgenti e della ricostruzione. I numeri definitivi arriveranno solo nelle prossime settimane, insieme alle decisioni formali sullo stato di emergenza nazionale.
*ANSA (Alfredo Pecoraro)









