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6 Marzo 2026
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Sanità privata a Vaglio Lise, Rifondazione comunista non ci sta: “Dannosa operazione del Comune”

Il circolo cittadino: "Ennesimo tassello di una strategia che trasforma la salute in un business e scarica il costo della crisi sanitaria sulle spalle dei cittadini"

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“La sanità pubblica è allo stremo mentre, sotto gli occhi di tutti, si accelera deliberatamente il processo di privatizzazione del diritto alla salute. Non siamo di fronte a scelte casuali o a semplici errori amministrativi, ma a precise responsabilità politiche”. E’ quanto afferma il circolo “Gullo-Mazzotta” del partito della Rifondazione Comunista di Cosenza

Condanna senza ambiguità

Il circolo aggiunge: “Condanniamo senza ambiguità l’operazione avallata dal Comune di Cosenza, di fatto in tutte le sue componenti tecniche e politiche, che ha dato il via libera alla realizzazione di un nuovo polo sanitario privato a Vaglio Lise, spalancando le porte all’ulteriore espansione del gruppo iGreco. Una scelta politicamente scellerata e socialmente inaccettabile, che rafforza la sanità privata mentre quella pubblica viene scientemente lasciata morire per carenza di risorse, personale e programmazione. Questa operazione è l’ennesimo tassello di una strategia che trasforma la salute in un business e scarica il costo della crisi sanitaria sulle spalle dei cittadini, colpendo soprattutto i settori popolari e le fasce più fragili. Invece di difendere un diritto universale, le istituzioni locali e regionali si fanno cinghia di trasmissione degli interessi privati, svendendo pezzi di sanità pubblica.

“Far morire il pubblico per fame”

Dice ancora Rifondazione comunista: “Grave e preoccupante, a nostro avviso, è il fatto che questa decisione dannosa avviene dopo il trasferimento illegittimo ad Arcavacata dei fondi originariamente destinati alla nuova struttura ospedaliera Hub di Cosenza, avvenuto sotto gli occhi di un’amministrazione e di un Consiglio evidentemente incapaci di difendere gli interessi dei cittadini. Mentre le procedure per la realizzazione della struttura pubblica – non più Policlinico – procedono scivolose tra ambiguità ed irresponsabilità, emerge con chiarezza una volontà politica precisa: far morire il pubblico per fame a Cosenza, privandolo di personale e finanziamenti, per spianare la strada ai grandi gruppi privati.

“Modello classista e diseguale”

Rifondazione Comunista, nel concludere, “si oppone e si opporrà con determinazione a questo modello di sanità classista e diseguale. Rivendichiamo investimenti strutturali immediati, assunzioni stabili, una programmazione pubblica trasparente e un sistema sanitario realmente universale. La salute non è una merce. Non è in vendita. E non accetteremo che venga sacrificata agli interessi del profitto”.

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