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24 Gennaio 2026
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Operazione Dioniso contro la cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri di Lamezia, assolto Pasquale Gullo

Il Tribunale di Lamezia Terme assolve Pasquale Gullo dalle accuse di associazione finalizzata al narcotraffico e dalla presunta detenzione di 32 chili di marijuana

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Il Tribunale Penale Collegiale di Lamezia Terme, presieduto da Silvestri con a latere Aracri e Marasco, ha pronunciato oggi l’assoluzione di Pasquale Gullo nell’ambito dei procedimenti noti come Operazione Dioniso e Operazione Tenaglia, entrambi legati a un presunto sistema di narcotraffico riconducibile alla cosca Cerra–Torcasio–Gualtieri.

La decisione arriva dopo un lungo processo che aveva visto Gullo imputato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, con l’aggravante delle modalità mafiose.

L’arresto del 2017 e le accuse di narcotraffico

Pasquale Gullo era stato arrestato nel gennaio 2017 nell’ambito dell’Operazione Dioniso, con l’accusa di aver preso parte a un’organizzazione dedita allo spaccio di marijuana, cocaina ed eroina sul territorio di Lamezia Terme. Secondo l’impianto accusatorio, il sodalizio criminale avrebbe operato con una struttura capillare, finalizzata a rafforzare il controllo del territorio e ad alimentare le casse della cosca.

A Gullo veniva contestato il ruolo di acquirente e sub-fornitore di marijuana, destinata allo spaccio, nonché un episodio di detenzione di sostanza stupefacente.

I presunti collegamenti con la ’ndrangheta e i canali di rifornimento

Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, l’organizzazione avrebbe vantato contatti con le cosche joniche reggine, in particolare con gli Strangio, per l’approvvigionamento di cocaina, mentre la marijuana sarebbe stata importata dalla Puglia e dall’Albania.

Un quadro accusatorio pesante, che però non ha retto al vaglio del dibattimento.

Il processo ordinario e le dichiarazioni dei collaboratori

Gullo aveva scelto di affrontare il giudizio ordinario, nel corso del quale sono stati ascoltati diversi collaboratori di giustizia, chiamati a riferire sulla sua presunta partecipazione al sodalizio criminale. Tuttavia, secondo il Tribunale, tali dichiarazioni non sono risultate sufficienti a dimostrare il coinvolgimento dell’imputato nel traffico di droga.

L’Operazione Tenaglia e i 32 chili di marijuana

Nel corso del processo, al fascicolo Dioniso è stato riunito anche quello relativo all’Operazione Tenaglia, che contestava a Pasquale Gullo la detenzione e il trasporto di oltre 32 chilogrammi di marijuana, provenienti dalla Puglia e destinati alla Calabria, nonché la violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale cui era sottoposto all’epoca dei fatti.

Anche per queste accuse, la Dda di Catanzaro aveva chiesto una condanna.

Le assoluzioni: “Il fatto non sussiste” e “Non ha commesso il fatto”

Il Tribunale Penale Collegiale di Lamezia Terme, accogliendo integralmente le tesi difensive degli avvocati Antonio Larussa e Francesco Gambardella, ha assolto Pasquale Gullo da tutte le imputazioni.

In particolare, Gullo è stato assolto dall’accusa di partecipazione all’associazione di narcotraffico perché non ha commesso il fatto, dall’accusa di detenzione di stupefacenti perché il fatto non sussiste, nonché dall’accusa relativa al trasporto dei 32 chili di droga e dalla violazione della sorveglianza speciale, perché il fatto non costituisce reato.

Le ragioni della difesa e il precedente Crisalide 3

Durante la discussione finale, la difesa ha evidenziato l’inidoneità delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, soprattutto in relazione al periodo temporale delle loro collaborazioni. È stato inoltre sottolineato che Pasquale Gullo era già stato irrevocabilmente assolto dalla medesima contestazione nell’ambito dell’Operazione Crisalide 3.

Quanto al presunto concorso nel trasporto dello stupefacente, la difesa ha rimarcato l’assenza di elementi concreti, rafforzata anche dall’assoluzione del presunto correo.

La decisione finale del Tribunale

Alla luce di questi elementi, il Tribunale di Lamezia Terme ha pronunciato l’assoluzione piena di Pasquale Gullo in relazione a entrambi i procedimenti.

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