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26 Gennaio 2026
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Un orologio contro la solitudine: a Morano Calabro parte la teleassistenza per anziani soli

Un progetto sperimentale unisce Comune e Cardiologia di Castrovillari per monitorare a distanza anziani fragili. Al centro un dispositivo indossabile con funzioni di emergenza e controllo dei parametri vitali

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A Morano Calabro, piccolo centro del Pollino, la tecnologia diventa strumento di cura e solidarietà. Qui prende forma uno dei primi progetti sperimentali in Italia dedicati all’assistenza remota degli anziani che vivono soli, nato da un accordo tra l’amministrazione comunale e l’Associazione Amici del Cuore legata alla Cardiologia di Castrovillari. L’iniziativa introduce un sistema di monitoraggio continuativo pensato per ridurre le distanze tra il domicilio e le strutture sanitarie, puntando su prevenzione e intervento tempestivo.

L’intesa istituzionale

Il progetto è frutto di una collaborazione formale tra il Comune e il mondo dell’associazionismo sanitario. Il sindaco di Morano Calabro, Mario Donadio, commentando l’avvio dell’iniziativa, ha spiegato: «L’obiettivo è far sì che nessun cittadino si senta mai solo». La dichiarazione, rilasciata a Morano Calabro in occasione della presentazione del progetto, chiarisce la visione dell’amministrazione: «Ho subito condiviso la proposta del dottor Bisignani di avviare questo progetto sperimentale, perché con questo sistema abbattiamo le distanze tra il domicilio e l’ospedale, creando una rete di protezione invisibile ma sempre presente».

Il ruolo delle associazioni sanitarie

L’idea nasce e viene sviluppata all’interno dell’Associazione Amici del Cuore, con il coinvolgimento diretto del dottor Giovanni Bisignani, ideatore e promotore dell’iniziativa insieme alla presidente Caterina Formica e al coordinatore infermieristico Girolamo Angelini. Bisignani, intervenendo alla presentazione del progetto a Castrovillari, ha sottolineato come anche le associazioni di pazienti abbiano il compito di «trasmettere messaggi positivi della sanità pubblica», soprattutto in contesti territoriali complessi.

Un orologio che diventa presidio sanitario

Al centro del progetto c’è un orologio digitale salvavita, pensato per essere facilmente indossabile ma tecnologicamente avanzato. «Non è un semplice accessorio», ha spiegato il dottor Bisignani nella stessa occasione, «ma un vero terminale di salute, collegato in modo continuo a una centrale di ascolto attiva ventiquattr’ore su ventiquattro». Il dispositivo consente il monitoraggio in tempo reale dei parametri vitali, come la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno, e registra informazioni sull’attività quotidiana e sull’ambiente circostante.

Attraverso il sensore GPS, la posizione dell’utente è sempre individuabile, mentre sistemi automatici sono in grado di segnalare eventuali cadute, richieste di aiuto o allontanamenti da un’area geografica definita. In caso di emergenza, l’anziano può attivare un pulsante SOS, riconoscibile anche al tatto grazie ai simboli Braille, che avvia una chiamata vocale bidirezionale e invia segnalazioni ai contatti preimpostati. Il dispositivo integra anche funzioni di promemoria terapeutico, con avvisi vocali per l’assunzione dei farmaci, e segnala lo stato della batteria e dell’utilizzo.

Una sperimentazione con possibili sviluppi

Donadio e Bisignani hanno definito l’iniziativa una «alleanza digitale» tra istituzioni e sanità territoriale. In questa prima fase, il progetto mantiene un carattere sperimentale, con l’obiettivo dichiarato di valutarne l’efficacia e l’impatto sociale prima di una possibile estensione. La collaborazione tra il Comune di Morano Calabro e l’Associazione Amici del Cuore di Castrovillari viene indicata come un esempio di sussidiarietà, in cui il pubblico e il volontariato sanitario condividono risorse e responsabilità.

Il quadro complessivo

L’iniziativa si inserisce nel più ampio dibattito sulla sanità di prossimità e sull’uso delle tecnologie digitali per rispondere all’invecchiamento della popolazione e alla solitudine degli anziani. Al momento, il progetto rappresenta un test operativo sul territorio, i cui risultati saranno determinanti per eventuali sviluppi futuri.

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